18 Ottobre 2021

I DUE VOLTI DI UN SATOR SVEDESE, UNO STRANO CENACOLO ALCHEMICO, curiosi personaggi di una Roma del XVII secolo

di Roberto Volterri

lo strano “medaglione” con il SATOR sul recto e sul verso una non meno enigmatica raffigurazione e una scritta forse dal sapore alchemico (per gentile concessione della Direzione del Museo dello Skokloster Slott).

Lo spunto per scrivere un breve articolo sui misteriosi messaggi lasciatici da un lontano passato, di solito incisi nella pietra, me lo ha dato la scoperta dell’esistenza di un atipico SATOR su un medaglione bronzeo conservato nel Museo del Castello di Skokloster (Skokloster Slott) vicino al lago di Mälaren, tra Stoccolma e Uppsala, in Svezia.

Il castello venne edificato in un magnifico stile barocco come oggi noi lo possiamo ammirare, in poco più di venti anni, tra il 1654 e il 1676, su progetto di Nicodemus Tessin, detto il Vecchio, ma per volere di Carl Gustaf Wrangel, conte di Salmis (1613-1676 importante comandante svedese sia durante la Guerra dei Trent’anni che durante  la Seconda guerra del nord.

Lo splendido Castello di Skokloster, oltre ad innumerevoli testimonianze storiche conserva anche qualche reperto legato agli aspetti più “esoterici” della Conoscenza.

Dalla regina Cristina di Svezia fu nominato conte di Salmis e Suistamo, in Carelia ma anche barone di Lindeberg, nella provincia svedese di Holland. 

Alla morte del  Wrangel, avvenuta nel 1676 nella Pomerania svedese, il castello venne acquisito dalla famiglia Brahe.

Ritratto del grande astronomo Tycho Brahe (1546 – 1601), opera di Eduard Ender (1596), conservato al Skokloster Slott.
Sempre lo splendido Skokloster Slott (foto G Pavat 2013).

Immagini sopra e sotto: panorami del suggestivo lago Mälaren, nei pressi del quale sorge lo Skokloster Slott – (foto G Pavat 2013)

immagini sopra e sotto: Carl Gustaf Wrangel, conte di Salmis (1613 –1676) e la regina Cristina di Svezia (1626 – 1689).

In un’antica stampa il magnifico Skokloster Slott dove è conservato il medaglione bronzeo con, sul ‘recto’, il Quadrato del Sator e sul ‘verso’ alcuni strani simboli.
 ‘Recto’ del medaglione conservato nel castello di Skokloster. Per le mille e una “interpretazioni” delle cinque parole, delle venticinque lettere, rimanderei ad un altro mio articolo sullo stesso argomento…

Ma, forse, l’aspetto più interessante del medaglione bronzeo è rappresentato dal suo verso. Insieme ad una clessidra (emblema dell’inevitabile fluire del tempo), di un inquietante teschio (l’ultima tappa dell’esistenza terrena), di due are (le cui fiamme simboleggiano, forse, la vita), compare in esergo la scritta…ES

WIRT ALS GLEICH

Verso del medaglione del SATOR

Giancarlo Pavat – il quale, anni fa, ha visitato il castello – ha chiesto a Dino Coppola – profondo conoscitore di vari idiomi stranieri (In particolar modo il tedesco) – una sua traduzione e interpretazione che qui riporto integralmente…

ES WIRT ALS GLEICH ….WIRT=WIRD Opzione 1: Es wird al(le)s gleich… tutto diventa/sarà uguale (alludendo alla morte, probabilmente). Opzione 2: Es wird als gleich… presto sarà il tempo.”

Poi, ironicamente, aggiunge “Un’ultima cosa: WIRT significa anche Oste, ma ovviamente non mi sembra il contesto giusto!”.

tutto diventa/sarà uguale” dell’Opzione 1: a parere di chi scrive queste note potrebbe invece riferirsi proprio alla struttura del SATOR in cui le parole si possono leggere in maniera bustrofedica, ossia non in una direzione ben “definita” (sempre da sinistra a destra o viceversa) ma in base ad un andamento che ricorda il modo in cui vengono tracciati sul terreno i solchi di un aratro: prima, ad esempio, da destra a sinistra (o viceversa) per poi tornare indietro da sinistra a destra. E così via…

Immagini sopra e sotto: Da destra verso la sinistra del campo, poi dal quel bordo, indietro, verso l’altro lato e così via, metro dopo metro, il terreno viene arato ‘bustrofedicaemente’…

SATOR > ROTAS;  AREPO > OPERA e così via. SOLO TENET  rimane invariato.

Nell’Opzione 2 di Dino Coppola, “presto sarà il tempo”, l’interpretazione sarebbe quella di augurarsi l’avvicinarsi del momento in cui si potrebbero affermare esoteriche correnti di pensiero affini a chi ha realizzato il medaglione.

Forse è solo dovuto al caso, ma nel castello di Skokloster, oltre al medaglione del SATOR è conservato anche il ritratto, dovuto a Giuseppe Arcimboldo, dell’imperatore

Rodolfo II d’Asburgo, ben noto per aver ospitato il medico elisabettiano John Dee insieme al suo poco affidabile ‘medium’ Edward Kelley, per operazioni alchimistiche mirate a trasformare il Piombo in Oro.

Vertumnus, opera di Giuseppe Arcimboldo del 1591, raffigura l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo il quale a Praga collezionava stranissimi oggetti nella sua Wunderkammer e al quale, molto probabilmente, venne venduto per la cifra altissima di seicento ducati d’oro un misterioso documento oggi conosciuto come Manoscritto Voynich’…
Una delle molte pagine del cosiddetto “Manoscritto Voynich”, mai tradotto da nessuno e mai correttamente interpretato negli oscuri significati delle sue inconsuete immagini.

Ma le ipotesi “esoteriche” sono soltanto… ipotesi che per trovare un loro adeguato spessore probatorio devono essere suffragate da altre informazioni sul periodo in cui il medaglione – realizzato nel 1570 – sarebbe pervenuto nel castello di Skokloster dopo essere stato realizzato – così ipotizza Giancarlo Pavat – in Germania.

Lo acquisì proprio chi ebbe cura di dar vita al castello partendo da una preesistente struttura, ovvero Carl Gustaf Wrangel?

Non lo sappiamo ma non ci risulta che il Conte di Salmis, oltre all’impegnarsi con successo alla sua intensa vita militare, abbia dedicato del tempo a ricerche più o meno esoteriche.

Un’altra curiosa, un po’ buffa, immagine del Conte di Salmis, Carl Gustaf Wrangel, la cui unica passione sembra fosse la carriera militare e non la simbologia esoterica.
 

Ma altrettanto non potremmo affermare per quanto riguarda Cristina, la regina praticamente sua coetanea e, come ora vedremo, niente affatto estranea a studi e ricerche nei campi in cui le cosiddette “scienze proibite” lasciano ampi spazi aperti all’Alchimia, all’Astrologia, alla simbologia esoterica.

Lo stupendo castello “Tre Kronor”, che sorgeva al posto dell’attuale Palazzo Reale a Gamla Stan a Stoccolma. In questo maniero nacque Cristina, regina di Svezia a soli sei anni, ma con pieni poteri dal 1642. Abdicò nel 1654 e si converti al Cattolicesimo prendendo il nome di Cristina Alessandra Maria, in omaggio alla vergine e al pontefice all’epoca regnante.

Come ci spiega Giancarlo Pavat, che da quelle parti lassù al Nord c’è stato numerose volte, con tutta probabilità il castello di “Tre Kronor” sorgeva sui resti della cittadella che il celebre Birger Jarl  trasformò nel XIV secolo nel primo maniero di quella regione svedese. Fu attorno alla metà del V secolo, all’epoca di re Magnus IV, che il castello cominciò ad essere chiamato “Tre Kronor”. L’enorme struttura andò completamente distrutta (si persero per sempre gran parte dei volumi della Biblioteca Nazionale Svedese e gli Archivi Reali) nello spaventoso incendio sviluppatosi il 7 maggio 1697. La successiva inchiesta assodò come la mancanza di tempestivo intervento per bloccare le fiamme fosse da addebitare all’alto funzionario reale deputato alla prevenzione degli incendi, il “maresciallo del fuoco” Sven Lindberg. Costui, abusando della propria carica e del proprio potere, aveva infatti allontanato i pompieri dal castello (per questo non erano intervenuti immediatamente) per far sbrigare incombenze personali sue e della moglie. Oggi si direbbe interessi privati in orario di servizio.  Nihil sub sole novum.

Il Cenacolo Alchemico di Cristina di Svezia, la Porta Magica di Roma, il Marchese Massimiliano Palombara.

L’ormai ex regina Cristina creò a Roma un Cenacolo intorno a personaggi che si dedicavano a ricerche – diciamo così – “di frontiera”.

Il Marchese Massimiliano Palombara svolse il ruolo di devotissimo gentiluomo e appassionato cultore degli stessi interessi “di nicchia” che animavano il particolare “Cenacolo Alchemico” gravitante proprio intorno all’eclettica ex sovrana giunta a Roma nel 1655.

A parte altri interessi di carattere culturale – forse anche l’amore per la poesia – ciò che lega particolarmente Massimiliano e Cristina è infatti la comune passione per l’Alchimia…

Massimiliano esplora i segreti dell’Ars Regia in un suo “… laboratorio posto nel pianterreno di un suo Casino…” sul colle Esquilino, come ci ricorda Francesco Girolamo Cancellieri in uno scritto del 1806, mentre l’ex regina Cristina ne ha allestito un altro a Palazzo Riario, dove opera anche l’alchimista bolognese Pietro Antonio Bandiera.

Del “Cenacolo” fanno parte anche altri illustri ingegni dell’epoca, diremmo la vera intellighenzia che opera a Roma nella seconda metà del Seicento.

Infatti, chi si fosse aggirato sul Colle Esquilino, a Roma, nella seconda metà del XVII secolo e avesse potuto gettare un rapido e furtivo sguardo al di là dei muri di recinzione, delle cancellate che dividono uno strano, originale hortus conclusus dal seicentesco e ben scarso “caos” dell’Urbs aeterna, forse, tra i giardini, avrebbe visto aggirarsi alcuni strani personaggi…

Un altero gesuita, indubbiamente enciclopedico studioso di quasi tutti i campi dell’umano scibile e che si ritiene –  a ragione, ma in qualche caso a torto… – una stella di prima grandezza – ovvero, Athanasius Kircher – un medico e alchimista, cultore di studi “proibiti” e  in odor di eresia – Francesco Borri – un noto astronomo – Giovanni Domenico Cassini – una donna dall’aria fiera e regale – proprio la ex sovrana Cristina di Svezia – e naturalmente il padrone di casa, un nobil signore intento a confabulare con i suoi eterogenei ospiti.

Un ricco e nobil signore – proprio il ‘nostro’ Massimiliano Palombara – che preferisce non assurgere al ruolo di primo attore nella “Roma bene” del XVII secolo.

Massimiliano Palombara, Marchese di Pietraforte, cultore di studi alchemici, amico di Cristina di Svezia e di molti altri personaggi dediti a ricerche non proprio di stretta osservanza. A lui dobbiamo la cosiddetta Porta Magica di Roma, in Piazza Vittorio Emanuele II.

Immagini sopra e sotto: Il gesuita Athanasius Kircher (1602- 1680)  e l’eretico medico Giuseppe Francesco Borri (1627 – 1695), tra i principali membri del Cenacolo Alchemico capeggiato proprio da Cristina di Svezia.

Immagini sopra e sotto: Giovanni Domenico Cassini (1625 – 1712) noto astronomo professore di astronomia all’Università di Bologna e nel 1671 divenne il direttore dell’Osservatorio di Parigi. Scoprì quattro satelliti di SaturnoGiapetoReaDione Teti. Inoltre scoprì lanche la cosiddetta ‘Divisione di Cassini’ negli anelli di Saturno, a lui intitolata

Questo eterogeneo gruppo e, verosimilmente, varie altre misconosciute “comparse” dettero infatti vita ad un “Cenacolo esoterico” di cui rimane visibile, come muta e solitaria testimonianza, soltanto la cosiddetta “Porta Alchemica o “Porta Magica” su cui il Marchese Palombara stesso, si dice su suggerimento del medico e alchimista Borri – proprio in ricordo di una riuscita operazione di “trasmutazione alchemica” che sarebbe avvenuta a Palazzo Riario dove l’ex regina di Svezia dimorava – fece incidere simboli e alcune sibilline frasi che da sempre sono croce e delizia degli studiosi di esoterismo.

E tutto ciò in una Roma alle soglie dell’Epoca dei Lumi, forse alla ricerca di una irrealistica trasmutazione del Piombo in Oro…

(Roberto Volterri)

Se non altrimenti specificato, le immagini sono state fornite dall’autore.

La Porta Magica di Roma, unico ricordo, ricco di spunti esoterici, di una seicentesca Roma in cui si formò il Cenacolo Alchemico di Cristina di Svezia.

A fine Febbraio 2021 su Amazon Libri

In questo Volume 1 sulle ‘Porte Alchemiche, Magiche, Mistiche inizieremo con l’Urbs aeterna, recandoci a Piazza Vittorio Emanuele II, di fronte alla misteriosa “Porta” e indagheremo anche sull’avventurosa vita, e sugli esoterici interessi del Marchese Massimiliano Palombara, personaggio del quale non sarebbe assolutamente facile poter ricostruire nei minimi dettagli la vita e le complesse vicende che hanno costellato il suo percorso terreno, personaggio il quale ha l’indiscusso merito di avere preservato l’esistenza del monumento, della testimonianza di un sapere forse andato perduto.

Ricerche di carattere storico nell’immenso archivio storico di Palazzo Massimo alle Colonne sono state  effettuate per ricostruire non solo vita ed opere dell’alchimista Massimiliano e dei suoi molti figli – avuti da due diversi matrimoni – ma anche per ricavare inedite informazioni sulle non confortanti vicende che portarono alla eliminazione, da parte del Comune di Roma, della Villa Palombara sul Colle Esquilino e, di conseguenza, alla scomparsa di quasi tutte le testimonianze storiche riguardanti gli strani interessi “esoterici” del Marchese. Unica superstite, come abbiamo evidenziato, è proprio la misteriosa “Porta Alchemica” o “Porta Magica” che da decenni fa scorrere i classici fiumi d’inchiostro da parte di chi si interessa agli aspetti meno accessibili, meno noti e più “misteriosi” della Conoscenza. E’ in quasi simultanea uscita anche il Volume 2 su altre misteriose Porte Magiche in Italia

Fonte: Il Punto sul Mistero.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 Copyright © All rights reserved | Newsphere by AF themes.