30 Luglio 2021

LE 12 CHIAVI DEL SATOR

il nuovo libro di Claudio Fabbri

La recensione di Giancarlo Pavat


Cinque parole latine che compongono una scritta dall’oscuro significato: SATOR-AREPO-TENET-OPERA-ROTAS. Un “mantra”, una filastrocca, un soffio divino, da cui prende vita, quasi fosse il “Golem” delle leggende praghesi, l’enigmatico “Quadrato Magico” o “Quadrato del Sator”.

Così scrivevo nel 2010 nel mio libro “Nel Segno di Valcento” (Edizioni Belvedere) nel presentare ai lettori il misterioso “Quadrato Palindromo” (dal termine greco “palìndromos“, letteralmente “che corre indietro”), noto come “Quadrato del Sator” (o semplicemente SATOR, visto che non sempre si tratta di un quadrato), in cui le parole latine che lo compongono si possono leggere sia da sinistra verso destra, che viceversa. Ma pure dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.

Da quando questo “Quadrato” è giunto all’attenzione degli studiosi, soprattutto di simboli e geometria sacra, ma pure archeologi e storici, in molti hanno di svelarne il vero significato, andando (o tentando di farlo) aldilà della frase latina che sembra rimandare allegoricamente al lavoro dei campi. la mia biblioteca personale ha uno scaffale intero dedicato ai libri che hanno il SATOR come protagonista. E sono solo una minima parte. Io stesso nel ormai lontano 2009 collaborai agli studi inerenti un’esemplare disegnato su una pergamena del XVII secolo rivenuta nell’Antiquarium di Nettuno (Roma). Ricerche che portarono al convincimento che quel determinato SATOR era usato in pratiche esorcistiche relative alla protezione dei raccolti e delle messi. Questo stesso sito www.ilpuntosulmistero.it si è già occupato di alcune interpretazioni del SATOR, ad esempio quella proposta dal professor Teodoro Brescia e certamente se ne occuperà ancora. 

Ma nonostante la vastissima letteratura sull’argomento, il segreto più profondo del SATOR non è stato ancora colto, o almeno non del tutto.

Ci prova un interessante libro di Claudio Fabbri, scrittore e ricercatore toscano (vive e lavora a Montalcino dove è pure nato nel 1969), il cui titolo è già foriero di affascinanti scoperte e rivelazioni: LE 12 CHIAVI DEL SATOR (Betti editrice 2020).

“IL SATOR È UNA ISCRIZIONE LATINA PRESENTE IN DIVERSI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI, UNA DELLE FORMELLE PIÙ NOTE SI TROVA SUL FIANCO SINISTRO DEL DUOMO DI SIENA. DEFINITO ANCHE “QUADRATO MAGICO” PER LA SUA FORMA PALINDROMA È STATO OGGETTO DI NUMEROSI STUDI ED INNUMEREVOLI LETTURE SIMBOLICHE. UNO STUDIO DELLE PIÙ NOTE TEORIE, CON L’IMPIEGO DI NUOVE CHIAVI INTERPRETATIVE ESOTERICHE, PERMETTE DI INDIVIDUARE I TASSELLI MANCANTI”.

Un libro che meritava e merita certamente di essere premiato (e portato alla conoscenza di un pubblico più vasto) al nostro PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO. L’edizione 2020, che sarebbe stata la settima, non si è potuto fare a causa della pandemia dovuta al Virus Cinese Covid19. Ma noi de IlPuntosulMistero e i nostri partners nell’organizzazione del PREMIO, in primis gli amici di Perlawebtv e della Promedia, non demordiamo e non ci scoraggiamo. E diamo appuntamento a tutti a quanto prima, anche per scoprire questo intrigante lavoro sul SATOR,

Fatica in cui l’autore, senza alcuna presunzione, cerca di cogliere l’essenza più profonda del “Quadrato Palindromo”, partendo da un dato di fatto ormai più che assodato. Il SATOR, stando alla datazione dei più antichi esemplari fino ad ora rivenuti, risale all’epoca Cristiana. “Al suo interno, tuttavia, sono stati inseriti antichi principi e conoscenza, già presenti nelle più remote scritture sacre di molte religioni monoteiste, ma anche nelle dottrine attribuite ad emblematiche figure storiche come Ermete Trismegisto, Paltone, Pitagora ecc.”

Secondo l’autore, il SATOR cela e riproduce “la sintesi delle conoscenze, degli elementi fondanti ed essenziali” che hanno generato l’Universo stesso e che l’hanno regolato e lo stanno regolando.

Il SATOR cela al suo interno molte chiavi di lettura. Alcune sono già note, trattate da vari studiosi e ricercatori, presente oggi in una copiosa letteratura. Quest teorie, per la maggior parte “confinate” dentro la singola scoperta, palesano verità parziali precludendo una più ampia interpretazione. Sarò quindi lo scopo di questo libro rielaborare tali informazioni aggiungendo tasselli mancanti, considerando ogni elemento parte di un unico grande disegno “E Pluribus Unum”.

Per ammissione dello stesso autore, il libro propone due percorsi di scoperta e conoscenza; “..il primo aperto al mondo terreno, tangibile ed essenziale, come la materia stessa, attraverso gli elementi costituenti e la propria interazione con la vita dell’uomo”. Il secondo, ovviamente, è un percorso esoterico, di quelli che piacciono a chi scrive. Un percorso che si inoltra in territori in cui la Scienza non può esserci di alcuno aiuto. “Qui le forze, con tutti gli elementi che condizionano il perenne ciclo della vita, si mostrano nella loro complessità fino a farci giungere al cospetto “dell’Uno e Tutto” (Corpus hermeticum), con concetti espressi attraverso forme e geometrie complesse, interpretabili e comprensibili secondo il grado di conoscenza individuale”.

Fabbri prende per mano il lettore che, “come una sorta di iniziato” verrà guidato lungo un percorso, tracciato per illuminare “circa i principi cardine della creazione, mostrando le relative leggi che governano l’Universo, svelandone la forma, la geometria, i relativi principi e forze, considerati sacri in quanto scaturiti da Dio stesso”.

Ma l’aspetto più interessante che, se vogliamo, fa da cardine a tutto il lavoro di Fabbri, è la piena consapevolezza che il SATOR non è un “semplice” simbolo che serviva per celare un determinato e oscuro segreto. Bensì “è la sintesi e l’apice di una conoscenza sacra e arcaica dimenticata ma non del tutto perduta”.

In pratica il SATOR custodisce le chiavi, le 12 chiavi del titolo del libro, per giungere a “tracciare le origini dell’uomo e della terra dalla loro creazione attraverso principi universali, svelando l’opera del Creatore”.

E la sua presenza su edifici, chiese, monasteri e altri edifici o luoghi ritenuti sacri, serviva come messaggio “noto ai soli iniziati per indicare dove segretamente venivano tramandate le antiche conoscenze?

“ECCO IL SATOR: IL MEZZO, LO STRUMENTO SEGRETO CHE CONSENTE DI NASCONDERE, GENERARE E TRAMANDARE I CODICI RICONDUCIBILI ALLA CREAZIONE”.

Il SATOR circolare di Valvisicolo (LT) – dis G. Pavat 2009

Ma il libro LE 12 CHIAVI DEL SATOR, a (modesto) parere di chi scrive, ha pure il valore aggiunto di costituire una sorta di compendio, di manuale dei più importanti e interessanti (sia conosciuti che meno noti) simboli che hanno costellato la Storia dell’Uomo. Si va dalla N Inversa alle varie tipologie di croci, anche e soprattutto Precristiane. Dai Segni dello Zodiaco a quelli della Dea Lunare. Dalle Ruote Sacre al Sigillum Templi, dalla pianta del tempio di Salomone a Gerusalemme alla “Croce di Palpa“ del deserto andino. Dall’Ottagono al Nodo (o Fiore) dell’Apocalisse. Solo per citarne alcuni. Simbologie che spaziano nel Tempo e nello spazio. Dall’Asia centrale alle regioni più settentrionali d’Europa. Dai deserti del Vicino Oriente per finire nel mondo dei Rosacroce, dell’Alchimia mistica e dei segreti della Civiltà sorta all’ombra delle Piramidi. Grazie a LE 12 CHIAVI DEL SATOR, il lettore meno addentrato nella conoscenza delle complesse valenze dei Simboli potrà arricchire la propria preparazione culturale. Che poi è lo scopo, quello di diffondere la Conoscenza e il Sapere, che riteniamo abbia spinto l’autore a cimentarsi in questa avventura letteraria e culturale, per la quale non possiamo che essergli grati.

(Giancarlo Pavat)

LE 12 CHIAVI DEL SATOR

di Claudio Fabbri

Betti editrice 2020

Fonte: Il Punto sul Mistero.it

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