27 Febbraio 2021

“L’ARMONIA SEGRETA- IL MISTERO DELLA CREAZIONE” DI TERESA CECCACCI

La recensione di Giancarlo Pavat


RECENSIONE DEL ROMANZO “L’ARMONIA SEGRETA- IL MISTERO DELLA CREAZIONE” DI TERESA CECCACCI.

di Giancarlo Pavat

Un periodo di ignoranza e barbarie” così stigmatizzava l’Età di Mezzo, il grande filosofo Voltaire. A uno come lui, autore del “Trattato sulla tolleranza”, si possono anche perdonare certe affermazioni. Se l’Illuminismo, come movimento culturale, ha avuto il merito di essersi battuto contro ogni forma di cristallizzazione del sapere, e contro ogni tipo di dogmatismo e superstizione, dall’altro ha bollato un’intera epoca come qualcosa da aborrire e disprezzare” così scrivevo nel mio libro “Nel Segno di Valcento” (Edizioni Belvedere 2010). E, a distanza di oltre 10 anni ceti luoghi comuni sono ben lungi da essere stati superati. Non capita di rado sentire sui mass media o leggere sugli organi di informazione frasi e termini come “l’Oscuro Medio Evo”, “l’Età della superstizione”. Non si tratta altro che della prosecuzione della cosiddetta “Leggenda Nera” sul Medio Evo, iniziata (come accennato) con gli Illuministi del Settecento, potenziata dal nefasto abbraccio del politicamente corretto. La condanna comminata dagli Illuministi e dai Liberi pensatori al Medio Evo, in realtà era volta contro gli aspetti “medioevali” della società. Basti pensare all’’uso della tortura dei procedimenti giudiziari contro cui si scagliò il grande illuminista italiano Cesare Beccaria (1738-1794) con la sua battaglia volta al rinnovamento del sistema giudiziario. Con l’abolizione, in primis, della tortura per estorcere confessioni, e con l’introduzione del principio della presunzione di innocenza dell’indagato. Il Medio Evo non fu soltanto ed unicamente un periodo caratterizzato da violenza e ignoranza. Se è per questo trovatemi un’epoca storica che non ne abbia avute in abbondanza, compresa la nostra.

Spesso dimentichiamo che dobbiamo proprio all’”Evo di Mezzo” alcune invenzioni e scoperte (in molti casi trattasi di riscoperte) che utilizziamo ancora oggi. Ad esempio la carta moneta o gli occhiali oppure il sapone.

A perpetuare la “Leggenda Nera” di cui sopra hanno contribuito anche talune opere di fantasia (è bene sottolinearlo) come film, pseudo-documentari e romanzi. Alcuni dei quali altro non sono che un catalogo dei peggiori istinti e comportamenti umani ovviamente ambientati in un Medio Evo che ben poco ha a che fare con la realtà Storica. Quindi in questo panorama spesso desolante, ben vengano lavori come “L’armonia segreta- il mistero della creazione” di Teresa Ceccacci (uscito nel 2019 per i tipi della Luxco éditions con prefazione di Stefania Tosi). Un romanzo storico che prende spunto da un vero enigma lasciatoci dalle tempeste della storia (medievale) sulle desolate spiagge della nostra epoca.

Ovvero il cosiddetto “Indovinello veronese”. Per chi non è avvezzo cimentarsi con argomenti medievali dirò brevemente (comunque nel libro è illustrato molto meglio) che si tratta del primo testo (di cui si abbia notizia) compilato in corsiva nuova volgare da un ignoto copista tra l’VIII secolo e l’inizio del IX, presso il margine superiore di un foglio in un codice pergamenaceo più antico proveniente dalla Penisola Iberica. È con tutta probabilità il più antico testo pervenuto in cui viene utilizzata una lingua romanza.

Infatti quello che sui libri di Storia viene presentato come il primo documento scritto in lingue volgari (antico francese e alto antico tedesco), ovvero il cosiddetto “Giuramento di Strasburgo” (o, per essere più precisi in latino Sacramenta Argentariae, ovvero il giuramento di alleanza che fecero nella cattedrale della città di Strasburgo, il 14 febbraio dell’842, i fratelli Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico contro il fratello maggiore nonché Sacro Romano Imperatore, Lotario I°. Tutti e tre erano nipoti di Carlo Magno e con loro il Sacro Romano Impero di disgregherà per sempre) è più recente di circa 50 anni del l’Indovinello Veronese”.

L’”Indovinello Veronese” costituirebbe quindi l’atto di nascita della lingua volgare in Italia. Ben prima della celeberrima “Carta capuana” (“Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti”) del 960 d.C., seguita dagli altri tre documenti provenienti dai monasteri benedettini di Sessa Aurunca e di Teano (infatti vengono chiamati tutti e quattro “Placiti Cassinesi” o “Placiti Campani“). Ma non tutti gli studiosi concordano con questa ipotesi. Infatti ritengono che la frase dell’”Indovinello Veronese” sia in realtà ancora di latino (anche se non certamente quello ciceroniano o di Giulio Cesare!). a riprova di ciò starebbe il fatto che per essere compreso, l’”Indovinello” deve essere tradotto in italiano.

Ma detto ciò, nel romanzo “L’armonia segreta- il mistero della creazione” c’è ben altro e l’”Indovinello” non è un semplice passatempo di qualche monaco amanuense annoiato.

Infatti, l’autrice, Teresa Ceccacci (archeologa e scrittrice, che i lettori del nostro sito hanno già imparato a conoscere da alcuni suoi articoli e da una intervista da lei concessa in occasione della sua nomina a direttrice del Museo Archeologico di Fregellae a Ceprano), sfruttando, appunto, la forma del romanzo, illustra la sua ipotesi in merito al vero significato del celebre indovinello e agli straordinari segreti che celerebbe (e che non sveliamo per non privare i lettori del gusto dell’avvincente scoperta).

“Il “Codice di Verona”, presenta sul margine superiore del retro del terzo foglio, precedute a due croci, due righe tracciate da una mano sicura e abile, accompagnate da una misteriosa scritta, di carattere apertamente simbolico e allusivo. Subito al di sotto, in latino, un ringraziamento al Signore Onnipotente, un’insolita e inquietante rosa dei venti, e ancora una scritta con lodi al Signore. Chi è l’autore della misteriosa scritta e soprattutto, qual è il suo reale significato? L’antico manoscritto era destinato a recapitare un messaggio che avrebbe sconvolto per sempre le menti dei fedeli”

Ma aldilà dei reconditi segreti dell’”Indovinello”, una delle caratteristiche che maggiormente colpiscono e affascinano del romanzo, è la corretta ambientazione storica, la descrizione filologicamente corretta dei personaggi (sia quelli inventati dalla Ceccacci che quelli realmente esistiti) e dei luoghi che fanno da sfondo alle loro vicende.

La parte principale del romanzo (quella ambientata nel Medio Evo, in quanto ci sono almeno due linee temporali narrative) si svolge in un monastero e subito, come acutamente rilevato da Stefania Tosi nella Prefazione, il pensiero va all’abbazia de “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco. Dopotutto entrambi i romanzi possono essere pure letti come dei “gialli” o, per usare una terminologia d’oltreoceano, dei “Thriller”. Non per nulla, ne “L’armonia segreta- il mistero della creazione” la storia prende il via proprio nella celebre abbazia benedettina di San Cugat del Vallès in Spagna. È ovvio che una intricata vicenda, costellata da tenebrosi enigmi, ambientata tra le mura di chiese e conventi possa sembrare identica a tutte quelle che l’anno preceduta. Senza nulla togliere al capolavoro del semiologo piemontese (anch’esso ha abbondantemente preso spunto da altri lavori) e saltando piè pari i misteri polizieschi medievali di frate Cadfael della scrittrice inglese Ellis Peters, (pseudonimo di Edith Mary Pargeter; 1913–1995), riemergono piuttosto () lontane reminiscenze dei romanzi gotici della Radcliffe (autrice, tra l’altro di “Romanzo siciliano” del 1790, “I misteri di Udolpho” del 1794” e de “L’Italiano o il confessionale dei penitenti neri” del 1797) o dell’irlandese Charles Robert Maturin (autore nel 1820 dell’inquietante “Melmoth l’errante”).

Lì sì che il Medio Evo è quello tanto aborrito dagli Anglosassoni Protestanti (in chiave anticattolica e antipapista) e dagli Illuministi di ogni Paese. Anzi, l’occhio attento scoverà tra le avvincenti pagine de “L’armonia segreta. Il mistero della creazione” persino echi dello scandaloso (per l’epoca) romanzo gotico “The Monk” di Matthew Gregory Lewis del 1796. Non diciamo quali e ove si trovano all’interno del racconto, a cui Teresa Ceccacci regala un epilogo ben diverso e decisamente positivo.

Ma aldilà delle citazioni, più o meno inconsce, più o meno volute, che dimostrano, se mai ve ne fosse stato bisogno, la profonda cultura dell’autrice, la differenza tra L’armonia segreta. Il mistero della creazione” e le opere che l’anno preceduta sta proprio nell’aver voluto regalarci una visione di un’epoca, che tanta importanza ha avuto nella formazione del Mondo (in particolare dell’Europa) in cui viviamo, attenendosi ai principi della ricerca storica ed archivistica. Teresa Ceccacci ha certamente lasciato le briglie sciolte alla fantasia (e non poteva esser altrimenti per motivi che si scopriranno leggendo il libro) ma tutto all’interno di una, quasi maniacale (ma in senso positivo del termine) correttezza storica e filologica. Coniugandola però con una non comune capacità divulgativa. Ma non solo. Ci restituisce i protagonisti di quelle lontane vicende come persone in carne e ossa. Con i loro momenti di debolezza, con i momenti bui ma pure con quelli gioiosi, sereni. Grandi ideali e infime vigliaccherie e invidie. Insomma si tratta di persone, proprio come noi e non stereotipi e clichè triti e ritriti.

In pratica L’armonia segreta. Il mistero della creazione” di Teresa Ceccacci, è un romanzo per tutti e non soltanto per gli addetti ai lavori o per i cultori della Storia medievale. Infine, tornando al fil rouge, all’enigma principale che sottende tutta l’opera, ovvero quello contenuto nell’”Indovinello Veronese”, la soluzione dell’enigma ci invita ad osservare la realtà che ci circonda andando aldilà delle mere apparenze e a cercare di coglierne l’essenza più profonda, quell’armonia che è alla radice dell’intera Creazione dalla quale ci ha allontanati questa nostra civiltà e società omologatrice ed estraniante.

(Giancarlo Pavat)

L’ armonia segreta. Il mistero della creazione

di Teresa Ceccacci

Editore: Lux-Co Éditions 2019.

Fonte: Il Punto sul Mistero.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 Copyright © All rights reserved | Newsphere by AF themes.