Mer. Ago 5th, 2020

NEW YORK: LA ‘STATUA DELLA LIBERTÀ’ E’ NATA A MILANO. NO, E’ NATA A FIRENZE!

di Roberto Volterri


In occasione dell’Indipendance Day, noi de ILPUNTOSULMISTERO vogliamo mostrare la nostra vicinanza agli Stati Uniti d’America in questo momento drammatico e difficile.

E lo facciamo a modo nostro con un nuovo articolo del professor Roberto Volterri.

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”


Anno del Signore 1886…

Chiunque arrivi in nave a New York sa bene che anche quando il transatlantico che ha percorso circa 7000 Km sulle onde dell’Oceano Atlantico e sta a poco meno di 40 chilometri dal porto all’entrata sul fiume Hudson, proprio al centro della baia di Manhattan, si può vedere l’enorme statua in bronzo nota in tutto il mondo, quasi un simbolo degli States, dell’America del Nord: la Statua della Libertà, o, più esattamente, la statua della Libertà che illumina il mondo.

L’intera struttura è alta ben 93 metri – quasi un palazzo di oltre trenta piani! – e fu inaugura il 28 Ottobre del 1886.

Ricordiamoci bene questa data perché fra poco riprenderemo il transatlantico e andremo prima a Milano e poi a Firenze…

La Statua della Libertà a New York, all’entrata sul fiume Hudson, proprio al centro della baia di Manhattan,

Una figura femminile, ricoperta da una lunga toga, ha nella mano destra una fiaccola, la fiaccola del ‘fuoco eterno’ che inneggia alla Libertà, mentre nella mano sinistra tiene una tavola su cui è incisa la data del 4 Luglio 1776, il giorno in cui gli Stati americani celebrano, da quasi due secoli e mezzo, la loro ’indipendenza’ anche cucinando varie pietanze, prima tra tutte il celebre e sfortunato tacchino immortalato in innumerevoli film made in USA!

La tavola su cui è incisa la data del 4 Luglio 1776, il giorno in cui gli Stati americani celebrano da quasi due secoli e mezzo la loro ’indipendenza’.

È il famosissimo Thanksgiving Day , il “Giorno del Ringraziamento” la cui origine risale però al Novembre del 1693 quando William Bradford, Governatore della prima colonia americana fondata dai Padri Pellegrini nel Massachusetts, a Plymouth,  in segno di gratitudine verso l’Onnipotente per il raccolto ottenuto durante l’anno, emise l’ordine…

“…Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni.”

Il Giorno del Ringraziamento assunse nel tempo un diverso significato, più laico, fino a quando nell’Ottobre del 1777 esso fu esteso a tutti gli Stati americani per festeggiare la vittoria contro gli Inglesi nella battaglia di Saratoga per l’indipendenza dall’Inghilterra. Ai piedi dell’imponente statua delle catene spezzate ricordano appunto la liberazione dalla “Perfida Albione“.

Sul capo una corona a sette punte – i sette mari e anche i sette continenti – abbellisce e caratterizza l’intera opera realizzata dallo scultore Frédéric Auguste Bartholdi in collaborazione con l’ingegnere francese Gustave Eiffel, forse ben più celebre per l’omonima torre che caratterizza la città di Parigi.

Fine della nostra e vostra visita a New York! Riprendiamo il transatlantico e andiamo in Italia, a Milano…

Anno del Signore 1810: la Statua della Libertà a Milano…

Un Primo Indizio

Se fate una breve ricognizione in Piazza Duomo e guardate in alto, sul lato sinistro della facciata, sopra il principale portale, vedrete… una Statua della Libertà realizzata nel 1810 dallo scultore Camillo Pacetti.

Scolpita oltre settant’anni prima delle più imponente e nota Statua della Libertà che accoglie i visitatori della Grande Mela, di New York!

Ad essere onesti essa è denominata Statua della Legge Nuova ed è opera di Camillo Pacetti che la creò in piena epoca napoleonica.

La collocazione della Statua della Legge Nuova posta sulla facciata del Duomo di Milano e un dettaglio in cui sembrerebbe abbastanza verosimile che essa abbia avuto funzione ispiratrice per Frederic Auguste Bartholdi…
Statua della Legge Nuova sulla facciata del duomo di Milano

Un Secondo Indizio

Entrambe le Statue hanno il capo cinto da una corona e nella mano destra sorreggono una torcia.

La statua del Duomo di Milano nella mano sinistra sorregge una croce, simbolo del Cristianesimo, della Nuova Legge

Però è vero, nella mano destra essa non ha la tavola che avete vista in una precedente immagine relativa a New York, ma se ci fate caso, alla sua sinistra c’è un’altra statua che sorregge le Tavole della Legge, avute da Mosè sul Monte Sinai, simbolo della religione giudaica!

Anche a Milano, alla destra delle Statua della Legge Nuova c’è un’altra scultura di Camillo Pacetti – Statua della Legge Vecchia – che sorregge le Tavole avute da Mosè sul Monte Sinai!


“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. 
Parola di Agatha Christie!

Va bene, va bene – pur considerando come sia più che plausibile che lo scultore Bartholdi  (1834- 1904) possa essere passato per Milano e possa aver ammirato lo splendido Duomo  e le sue due statue – allora tutto ciò che abbiamo detto riguardo alla possibile fonte di ispirazione per la newyorchese Statua della Libertà sono solo coincidenze!

Rechiamoci allora a Firenze a cercare il “terzo indizio” che potrebbe condurci alla “prova”…

Anno del Signore 1862: la Statua della Libertà a Firenze…

Avete ammirato il Duomo di Milano ma ora, a Firenze, recatevi nella splendida basilica di Santa Croce e troverete un’altra Statua della Libertà,..

Questa “Terzo Indizio” è opera dello scultore Pio Fedi (1816 – 1892).

Fedi, già molto noto e apprezzato, in quegli anni ebbe l’incarico di realizzare una scultura che fungesse da simbolo di un’allegoria della Poesia da porre sulla tomba di Giovanni Battista Niccolini, celebre drammaturgo deceduto pochi anni prima e sepolto nella stessa basilica.

Statua intitolata “Libertà della Poesia”, opera dello scultore Pio Fedi. A destra, in dettaglio, la corona con otto raggi. Vi ricorda qualcosa?
In dettaglio, la corona con otto raggi. Vi ricorda qualcosa?

Un Terzo Indizio

È bene accertato che Frédéric Auguste Bartholdi in quegli anni si trovasse in Italia e sia stato anche a Firenze fin dal 1875 poiché è stata rinvenuta una lettera dallo scultore inviata alla madre proprio in quell’anno!

Vi pare strano pensare che egli sia stato ad ammirare l’opera di un altro valido artista e che da tale opera abbia almeno tratta ispirazione per la celebra Statua della Libertà realizzata solo pochi anni più tardi, simbolo della città di New York?

Stessa figura femminile, con una lunga toga e in testa una corona, con il braccio destro sollevato, il braccio sinistro abbassato e con in mano una corona d’alloro.

Può davvero essere questo il “Terzo Indizio” tanto caro ad Agatha Christie, indizio che completa la sua celebre frase e che finalmente ci ha condotti alla “Prova”?

Può darsi, in ogni caso ci piace immaginare che alcuni spunti artistici nati sull’italico suolo abbiano attecchito nel Nuovo Mondo fornendo a Bartholdi spunti per dar vita alla sua splendida opera bronzea che ci ha accolti in questo nostro e vostro immaginario viaggio intorno alla Statua della Libertà!

Sisters in”Liberty”

Siamo comunque certi che questo altro “Punto sul Mistero” farà piacere anche ai lettori d’Oltreoceano poiché la fiorentina Opera di Santa Croce e la statunitense Kent State University (Ohio) hanno di recente dato vita ad una stretta collaborazione che è poi sfociata in un complesso progetto espositivo significativamente denominato “Sisters in Liberty!

La Statua della Libertà a New York. Dal 1984 fa parte del patrimonio dell’UNESCO.

Una curiosità.

L’ex direttore della Tate Gallery di Londra, Will Gompertz, ha avanzato l’ipotesi che ad ispirare Frédéric Auguste Bartholdi possa essere stato il celeberrimo olio su tela del 1830 di Eugène Delacroix; “La Liberté guidant le peuple, oggi al Louvre. Ebbene, come certamente rammenteranno i nostri lettori, questo quadro ricorda l’affresco allegorico inneggiante all’eroica lotta dei Greci per la Libertà contro l’Impero Ottomano che si trova nell’atrio del palazzo triestino noto come “Casa Biasoletto-Homero”, posto sulla riva destra (per chi guarda verso il mare) del Canal Grande. Di questo affresco, dei suoi significati simbolici e dei suoi piccoli enigmi (tra cui l’esatta datazione al fine di accertare se l’ignoto artefice triestino si ispirò all’opera di Delacroix oppure viceversa) se ne è abbondantemente trattato nell’articolato lavoro “Per la Grecia e per la Liberta’; i segreti dell’affresco di Casa Biasoletto-Homero a Trieste”, di Giancarlo Pavat, del dott. Theodoros Thanassoulas e della dott.ssa Alexandra Kokkinou, pubblicato su questo sito il 24 aprile 2019.

Immagine sopra e sotto; il capolavoro di Eugène Delacroix; “La Liberté guidant le peuple” (Fonte Wikipedia)
Affresco di ignoto di “Casa Biasoletto-Homero” a Trieste – (foto G Pavat 2019)
  • Se non altrimenti specificato, le immagini sono state fornite dal professor Roberto Volterri.

Tra le ombre della storia, tra infiniti misteri, tra gli angoli più oscuri delle vicende umane
“Historia magistra vitae est”? Qualche volta sì, qualche volta… essa dimentica di esserlo o ce ne dimentichiamo noi! Quel che appare indubitabile è la presenza – tra le sue “ombre” create dalla “Clessidra”, dall’inarrestabile fluire del Tempo – di eventi la cui spiegazione non appare subito evidente perché la documentazione disponibile non è certamente esaustiva, perché “la Storia la scrivono i vincitori”, perché gli eventi stessi sono collocati così lontani nel tempo che una buona parte di essi appare…

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Fonte: Il Punto sul Mistero

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