29 Settembre 2020

ESCLUSIVO! I VERI ENIGMI DI RENNES-LE-CHATEAU E DELL’ABATE BERENGER SAUNIERE

di Roberto Volterri

Una cartolina dell’epoca mostra uno scorcio della Torre Magdala fatta edificare da Bèrenger Saunière insieme alla maestosa Villa Bethania.

I misteri di Rennes-le-Chateau e dell’abate Bérenger Saunière, il quale….

“… offerse a Santa Chiesa suo tesoro…”

 (Dante, Paradiso, X, v. 108)
Rennes le Château, un minuscolo villaggio che fa parlare di sé da oltre un secolo.
Qualcosa di enigmatico lì avvenne oltre un secolo fa…

Vita, enigmatiche vicende e morte di uno strano prete…

François Bérenger Saunière nasce l’11 aprile 1852 a Montazels, un piccolo villaggio a pochi chilometri da Rennes le Château. Figlio di Marie Hugues (? – 1909) e Joseph Saunière (1823–1895), primogenito di una famiglia numerosa e di condizioni moderatamente agiate.
Bérenger Saunière nei giardini della sua Villa Betania, a Rennes le Château. Quando arriva nello sperduto villaggio quasi non ha di che sfamarsi…
Una bella fotografia di Bérenger Saunière del tempo dei “misteri”.

Le testimonianze descrivono Saunière come un uomo di corporatura robusta e con uno sguardo profondo, di carattere indipendente, con una certa avversione alle gerarchie, fervente antirepubblicano. Dopo aver frequentato la scuola St. Louis a Limoux entra in seminario nel 1874 e conclude gli studi ecclesiastici presso il grande seminario di Narbonne nel 1879, dopo sei lunghi anni. Il 16 luglio dello stesso anno viene nominato vicario ad Alet le Bains, l’antica sede episcopale, dove rimarrà fino al 1882. E’ una promozione che pone fine al vicariato di Alet. Infatti, il 16 giugno del 1882, arriva il primo incarico da parroco a Le Clat un paese di 282 abitanti facente parte della diocesi di Axat. Una regione, questa, molto importante nell’ Affaire Saunière, visto che è proprio ad Axat che uno dei più cari amici del curato di Rennes le Château, l’abate Henri Boudet, deciderà di venire sepolto nonostante i suoi quarant’anni di apostolato a Rennes les Bains.

L’abate Henri Boudet, amico di Saunière e suo iniziale punto di riferimento nel cercare di decifrare le contestatissime “pergamene” che sarebbero state rinvenute a Rennes le Château.

Ė in questa località che occorre cercare l’origine del mistero?

Il carattere sanguigno e, per certi versi, rivoluzionario di Saunière, non facilitano certo i rapporti con i suoi superiori. Non si può certo definire una promozione la sua nomina a parroco di Rennes le Château, uno sperduto villaggio che allora contava 298 abitanti. Era il primo giorno di giugno dell’anno del Signore 1885.

Era l’inizio del “mistero”…

L’impatto con la sua nuova sede non è dei migliori. La chiesa, edificata nell’VIII secolo e consacrata a Santa Maria Maddalena, e il presbiterio sono ormai in condizioni fatiscenti. L’edificio, molto antico, sorge sulle rovine di un tempio pagano costruito dai Visigoti che ritenevano sacro quel luogo.

L’ingresso della non bellissima chiesetta di Rennes le Château.
L’interno fu quasi completamente “rivisitato” dallo stesso Saunière in un’ottica ben poco
“di stretta osservanza”…

La stessa cosa può dirsi per il castello, antica dimora dei signori d’Hautpoul, ormai semi diroccato. Uno stato di abbandono che riflette la condizione del villaggio stesso, da troppo tempo ormai lontano ricordo dello splendore della Rhedae celtica. 

Lo Stato francese gli permette un tenore di vita tutt’altro che agiato visto che l’esiguo stipendio da lui percepito è pari a 75 franchi oro mensili. Ma Saunière non si dà certo per vinto, forte del suo carattere deciso e ormai avvezzo all’arte di arrangiarsi, inizia ad ingegnarsi per superare le iniziali difficoltà. Prende alloggio presso una famiglia del villaggio e inizia addirittura a contrarre i primi debiti per far fronte alle proprie necessità.

Come se non bastassero le difficoltà incontrate al suo arrivo, il curato ci mette sicuramente del suo per peggiorare le cose.

Il suo spirito monarchico esplode letteralmente il 18 ottobre 1885, durante l’omelia domenicale quando invita i parrocchiani, in vista delle imminenti elezioni politiche, a fermare l’avanzata del diavolo repubblicano. Per sua sfortuna il suo “comizio” non viene ascoltato dai fedeli e, come se non bastasse, lo sventurato curato viene denunciato per “incitazione al disordine e pressioni elettorali”.

E così, a partire dall’1 dicembre del 1885 verrà sospeso dal suo incarico.

Saunière viene a trovarsi all’improvviso senza un soldo. In questo momento poco felice interviene, però, in suo aiuto un personaggio che rimarrà spesso nell’ombra sostenendo a più riprese, anche nelle situazioni più difficili, il giovane curato.

Si tratta del vescovo di Carcassonne monsignor Felix Arsene Billard, il quale nomina Saunière sorvegliante al Petit Séminare di Narbonne e gli mette a disposizione la considerevole somma di 200 franchi oro, permettendogli, in questo modo, di vedere il mondo in una luce più rosea.

Felix Arsene Billard, vescovo di Carcassonne e amico di Saunière.

Fortunatamente per lui la sospensione dura solo pochi mesi, e il 1 luglio 1886 il curato di Rennes le Château viene reintegrato nelle sue funzioni.

L’inizio della sua avventura non promette bene…

Una strana chiesa, misteriosi scavi notturni…

Sul finire del 1886 si verifica un fatto estremamente piacevole, quanto misterioso, per Saunière. Il curato riceve una donazione di 3000 franchi oro (questa è la cifra che dichiarerà di aver ricevuto in sede processuale) dall’arciduchessa Maria Teresa d’Austria d’Este, sposa del conte di Chambord, legittimo pretendente al trono di Francia.

Maria Teresa d’Austria d’Este, sposa del conte di Chambord. Munifica e misteriosa benefattrice di Bérenger Saunière. Qualche decennio prima aveva elargito ingenti somme di denaro anche al prete Louis de Coma, quello della chiesa fatta esplodere, le cui vicende troverete in un prossimo articolo su “Il Punto sul Mistero”…

Una strana donazione in articulo mortis.

Resta il mistero del perché la nobildonna, proprio al termine della propria esistenza terrena, abbia voluto beneficiare il curato di una piccola parrocchia sperduta nei Pirenei. Alla tesi di un presunto legame tra la famiglia del conte di Chambord e quella degli Hautpoul, antichi signori di Rennes le Château, si può affiancare la non inverosimile possibilità che la donazione sia stata fatta in seguito all’omelia antirepubblicana pronunciata da Saunière l’anno prima. Ma l’enigma permane.

Forte di questa donazione insperata il curato, senza bisogno dell’aiuto delle autorità comunali, autofinanziandosi di 100 franchi oro, può avviare lavori di ristrutturazione della chiesa.

Documento autografo di Bérenger Saunière: il curato di Rennes le Château, auto finanziandosi della somma di 100 franchi oro, può iniziare ad intraprendere i primi lavori in chiesa il 5 giugno 1887.

Per prima cosa Saunière ordina delle vetrate alla Maison Henri Feur di Bordeaux. Nel mese di luglio dello stesso anno una certa Madame C., di Caurson, offre un nuovo altare per la chiesa (realizzato dalla Maison Manna di Tolosa) come ex-voto per essere stata guarita da una malattia quando abitava a Rennes le Château.

Forse è proprio per questo motivo che Saunière concentra i suoi primi sforzi su questa parte della chiesa, la più sacra.

Come vedremo, un ruolo importante nella strana vicenda viene rivestito anche dall’altare, sorretto da un pilastro scolpito, di origine visigota, ornato da una croce detta del Silenzio e databile intorno all’VIII secolo d.C.

Stando a quanto riportato da diversi autori, rimovendo la mensa dell’altare, all’interno di questo pilastro, il curato rinviene alcune pergamene, il cui numero appare incerto. Come incerto ne appare il contenuto.

Secondo altri autori, il luogo di ritrovamento è diverso. Infatti, i documenti sarebbero stati scoperti all’interno di un montante di legno appartenente alla vecchia scala che portava al pulpito. Ma ciò non rende certamente più chiara la storia…

In realtà, non esiste alcuna notizia certa riguardante la scoperta da parte del curato delle famose pergamene. Un riferimento alla loro esistenza comparirà ufficialmente solo nel 1956 all’arrivo a Rennes le Château dei primi giornalisti del quotidiano locale La Dépêche du Midi.

Una delle tanto discusse pergamene che Bérenger Saunière avrebbe rinvenute in qualche angolo nascosto della chiesetta che stava restaurando.

Il coraggioso curato non si ferma all’altare. Aiutato nei suoi lavori da alcuni volenterosi, rimuove un’antichissima lapide posta ai piedi dell’altare stesso, risalente al VI-VII secolo d.C..

La faccia rivolta verso il basso risulta essere scolpita e rappresenta due diverse scene in cui il motivo costante è rappresentato da alcuni uomini a cavallo. Per questo motivo, la lapide passerà alla storia come la Dalle des Chevaliers.

La Dalle des Chevaliers rinvenuta da Saunière durante i suoi restauri della chiesa. La pietra nascondeva l’ingresso ad un locale ipogeo dove egli trovò “qualcosa” che mutò radicalmente la sua vita e quella di moltissimi altri improvvisati “Indiana Jones” alla ricerca di tesori nascosti…

La Dalle nasconde alcuni scalini che conducono all’antica cripta dei signori di Rennes le Château. Congedati gli aiutanti con una banale scusa, Saunière prosegue da solo le ricerche. Nella cripta rinviene alcuni resti umani, delle ossa sparse sul pavimento e un teschio presentante un foro all’estremità. Saunière, oltre a questo, trova certamente dell’altro.

Secondo diverse testimonianze, rinviene un contenitore («oule» nel dialetto della Linguadoca) contenente alcuni oggetti preziosi e pezzi d’oro.

Riguardo all’entità di questo piccolo tesoro, è accertato che Saunière regala una collezione di monete antiche ad un suo confratello, l’abate Courtauly, un collier e un braccialetto di fattura visigota a una parente di Marie Denarnaud (la cui nipote verrà misteriosamente uccisa a Parigi negli anni Settanta) e, per finire, all’abate Grassaud, uno dei suoi migliori amici, un prezioso calice.

Come dimostrazione di generosità, non c’è male davvero!

Questo è l’unico “tesoro materiale” che sicuramente compare nella misteriosa vicenda. Ignota è la sua provenienza ma possiamo fare un’ipotesi.

Sul finire del XVIII secolo la parrocchia di Rennes le Château era retta dall’abate Antoine Bigou il quale, prima di fuggire in Spagna, potrebbe aver volutamente nascosto, per sottrarli ai futuri inventari, alcuni oggetti preziosi. In cuor suo, forse, l’anziano curato sperava di poter tornare al villaggio, una volta calmatesi le acque, a recuperare il bottino.

Esiste un misterioso filo conduttore che ricollega Saunière a Bigou.

Entrambi, oltre ad avere curato le anime dei parrocchiani di Rennes le Château, sono stati parroci di Le Clat, piccolo villaggio ma, soprattutto, antico feudo dei De Nègre. Saunière a Le Clat ha, forse, appreso un segreto riguardante l’antica Rhedae?

Un segreto riguardante la famiglia della marchesa di cui Bigou era stato confessore? Oppure era monsignor Billard che aveva organizzato tutto per fare scoprire un segreto sepolto nelle pieghe della storia?

Nel 1888 il consiglio dei parrocchiani, forse in segno di riconoscenza nei confronti del curato, e visti i sacrifici e l’impegno profusi per il restauro della Casa di Dio concede un finanziamento di 518 franchi al curato per poter continuare i suoi lavori (Archivi dipartimentali dell’Aude, V-88).

L’interno della chiesetta di Rennes le Château è ricchissimo di strane simbologie e anche di enigmatici riferimenti a Maria di Magdala, la Maddalena, personaggio che su questo sito troverete anche a proposito “dell’altra Rennes le Château”…

La Dea bendata inizia a posare il suo benevolo sguardo verso il Razès, ma il nostro enigmatico curato non ha ancora la disponibilità economica che avrebbe avuto di lì a poco, insomma non si è ancora trasformato nel “Curato dei Milioni”, manca ancora qualcosa, un piccolo tassello del puzzle.

Rennes le Château è tirata a lucido quando il 21 giugno del 1891, in occasione della Prima Comunione di ventiquattro bambini del paese, alla presenza del vescovo Billard, viene posta nel Giardino del Pilastro la statua di Notre Dame di Lourdes.

Il pilastro in questione è proprio quello che sosteneva la mensa dell’altare nella chiesa. Alto poco più di un metro, reca scolpito, sulla faccia anteriore, una croce issata su di un bastone e ornata da viti e grappoli, con incise, ai lati del braccio superiore, le lettere greche alfa e omega.

L’inizio e la fine dell’esistenza. L’inizio del mistero…

Dopo averlo rimosso, Saunière si preoccupa di tagliarne la base riducendone notevolmente l’altezza e collocandolo, capovolto, nel giardino. Perché?

Sul basamento fa inoltre incidere le parole “Mission 1891” e, alla sommità, l’esortazione: «Penitence! Penitence!».

Sul basamento prospiciente il pilastro è incisa la seguente frase:

« O Marie conçue sans péché, priez pour nous qui avons recours à vous»

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi»ò).

Sopra il pilastro viene posta una copia fedele della statua della Vergine che si trova a Lourdes, per la quale Saunière ha una venerazione così particolare che lo porta a compiere un pellegrinaggio nella cittadina pirenaica nel 1916.

Soltanto un atto di pia devozione? A pochi anni dal suo arrivo inizia a comparire, al villaggio, la vera ‘impronta’ di Saunière.

Ma proseguiamo ancora. Dopo la fastosa inaugurazione del Giardino del Pilastro sarà un altro avvenimento a ‘segnare’ l’anno 1891 di Bérenger Saunière.

Nello scomparso Musée du presbytère Abbè Saunière di Rennes le Château fino a qualche anno fa era possibile ammirare alcuni tra i documenti personali dell’abate, i suoi quaderni e il suo diario. Al piano superiore dell’edificio, protetta da una bacheca di vetro, faceva bella mostra di sé una pagina del diario del curato risalente al mese di settembre del 1891.

Il giorno 21, lo zelante sacerdote annotava:

Lettre de Granes. Dècouverte d’un tombeau, le soir pluvie”

Lettera da Granes (un paesino a pochi chilometri da Rennes le Chateau). Scoperta di una tomba, la sera pioggia»).

I lavori del curato iniziano a dare i propri frutti.

Quella scoperta poteva forse essere la «sepoltura importante all’interno della chiesa» di cui si parla nel registro parrocchiale del 1694?

La scoperta della tomba rivela forse a Saunière l’esistenza di qualcos’altro?

È per questo che Saunière, aiutato dalla fedele perpetua Marie Denarnaud, inizia i suoi scavi notturni in chiesa e nel cimitero?

Sappiamo di sicuro che i lavori in chiesa vengono temporaneamente sospesi, quasi che Saunière voglia prendere tempo, riflettere su ciò che ha trovato.

Il suo diario continua a regalarci preziose informazioni riguardo il comportamento tenuto nei giorni successivi a questa inattesa scoperta. Così, più avanti leggiamo:

   29/9/1891 :«Vu Curè de Nèvian-Che Gelis-Chez Carriere- Vu Cros et Secret»

Visto il curato di Nèvian. Da Gèlis. Da Carrière. Visto Cros e Segreto».)

Se è vero che poco sappiamo a proposito di Carrière e del curato di Nèvian, è altrettanto vero che si conosce molto a proposito di Antoine Maurice Gèlis, parroco di Coustaussa, che sarà la vittima più illustre legata al mistero.

la tomba dell’Abate Antoine Maurice Gèlis, assassinato – come è scritto sulla lapide – nella sua chiesa di Coustassa. Aveva rivelato troppe cose? Non aveva voluto rivelarle affatto? Il mistero permane.
Uno scorcio dello strano cimitero visitato dal Dr. Volterri alla ricerca della tomba di Géelis che si intravede in fondo a destra.

Saunière compie alcuni viaggi dai colleghi delle parrocchie vicine, ma non solo. L’ultimo nome indicato Cros, forse il vicario generale della diocesi di Carcassonne, è associato alla parola SecretSegreto. Il tour de force a cui si era sottoposto Saunière, prima a Névian, poi a Coustaussa e infine a Carcassonne, è forse motivato dal fatto di far conoscere la scoperta avvenuta pochi giorni prima?

Scoperta che deve essere comunicata ai suoi più fedeli amici, compreso il collaboratore più importante di monsignor Billard? Deve trattarsi di qualcosa di molto importante, qualcosa che non può essere affidato alla posta ordinaria…

Alcuni giorni dopo, per la precisione il 6 Ottobre, annota di aver ricevuto la visita di quattro confratelli.

I membri della Confraternita – forse una vera e propria Confraternita con precise regole da rispettare – dopo aver appreso della scoperta dalla viva voce del curato si sono recati in loco per vederla con i loro occhi?

I lavori all’interno della chiesa, misteriosamente ( e opportunamente!) interrotti dal curato, riprendono il 14 ottobre con una nuova squadra di operai. Il che appare alquanto strano. Per quale motivo Saunière ha cambiato la manodopera?

I precedenti operai hanno forse visto qualcosa di troppo?

È bene iniziare a… confondere le acque?

Di notte, sotto il cimitero, strane statue…

Dal momento in cui Saunière scopre la tomba all’interno della chiesa i suoi sforzi si concentrano sul cimitero, il luogo di riposo delle anime.

Le ricerche vengono compiute soprattutto di notte, in compagnia della zelante e fedele Marie Denarnaud, alla luce di una lanterna.

Inizia a rimuovere le croci, a spostare le lapidi, le tombe vengono letteralmente saccheggiate. Ancor oggi, visitando il cimitero del villaggio, si possono rinvenire qua e là tra la ghiaia tracce dei resti degli antichi ospiti del cimitero, frutto delle notti di ricerca dell’abate!

Alle domande dei concittadini sul significato dei suoi lavori notturni Saunière risponde che sta effettuando lavori di restauro e recupero del luogo.

Ma perché effettuare lavori nel cimitero di notte e non, molto più comodamente, alla luce del giorno? Forse per nascondere il vero significato dei lavori? Ma soprattutto, perché procedere con la ristrutturazione del cimitero stesso se i lavori in chiesa, per i quali aveva ricevuto dei finanziamenti dalla municipalità, non sono ancora stati terminati?

La furia di Saunière si abbatte anche sulla tomba di Marie de Nègre d’Ables d’Hautpoul e Blanchefort, ultima signora di Rennes le Château, la quale aveva come confessore personale l’abate Bigou.

Una copia delle iscrizioni presenti sulla tomba della marchesa sono giunte fino a noi grazie a un membro della Società di studi scientifici dell’Aude, che aveva avuto la pazienza di ricopiarla durante una escursione. L’iscrizione incisa sulla lapide dallo stesso Bigou racchiuderebbe una precisa indicazione riguardo il segreto di Rennes le Château?

Lapide di Marie de Nègre d’Ables d’Hautpoul e Blanchefort, ultima signora di Rennes le Château

La pazienza dei suoi compaesani ha un limite e il 12 marzo 1895 i suoi concittadini protestano ufficialmente contro il comportamento del parroco e i suoi scavi nel cimitero, ma l’autorità giudiziaria riesce a fermare solo momentaneamente l’operato del curato. Saunière in chiesa, oltre al piccolo tesoro, ha trovato qualcos’ altro, forse proprio le celeberrime pergamene che gli hanno indicato come sia importante cercare qualcosa tra chi riposa in pace da secoli. Quel “qualcosa” che può completare il puzzle. Il problema è dove cercarlo esattamente.

Sul finire del 1896 vengono gettate le basi per i lavori che porteranno all’abbellimento della chiesa. Nel settembre del 1896 l’impresa di costruzione Castrex di Limoux fornisce un preventivo per lavori vari e pitture di 2400 franchi oro. Il 20 novembre 1896 Saunière firma un contratto con Monsieur Giscard, scultore di Tolosa, il quale si impegna, entro quattro mesi, a fornire un ornamento completo per la chiesa consistente in sette statue, un bassorilievo e quattordici stazioni della Via Crucis.

Le statue che Saunière acquista sono quelle del Battesimo di Cristo, di San RoccoSanta GermanaSant’Antonio l’eremitaSant’Antonio di Padovala Vergine e San Giuseppe – ciascuno con un bambinello tra le braccia: forse Gesù e suo fratello Giacomo? – e infine Santa Maria Maddalena.

Saunière per questo corrisponde allo scultore 2.500 franchi, in rate di 500 franchi al mese, a partire dal mese di dicembre del 1897.

Nei primi mesi del 1897 si completano gli ultimi lavori, compreso l’acquisto per 300 franchi del benitière raffigurante Asmodeo, il demone protettore dei tesori nascosti, che sostiene un’acquasantiera, al di sopra della quale quattro angeli disegnano, con le loro mani, il segno della croce. Se di Asmodeo si tratta…

Alla base si trova l’iscrizione:

«Par ce signe tu le vaincras»”

In questo segno tu lo vincerai»).

La stupenda statua del demone Asmodeo – o altro illustre rappresentante delle infernali legioni – voluta da Bérenger Saunière e che accoglie i visitatori della strana chiesetta…

La chiesa presenta ora un altro portale ricco di iscrizioni e particolari bizzarri.

La statua di Maria Maddalena, alla quale la chiesa è dedicata, risulta abbellita da rose e croci alternate. Un criptico riferimento ai Rosacroce? Un caso?

Ai piedi della statua campeggia inoltre l’iscrizione:

«Regnum mundi et omnem ornatum saeculi contempsi propter amorem domini mei Jesu Christi quem vidi quem amavi in quem credidi quem dilexi»

Ho disprezzato il Regno del Mondo ed ogni ornamento del secolo per il mio signore Gesù Cristo che ho visto, che ho amato, nel quale ho creduto e in cui o trovato piacere»).

L’iscrizione più curiosa si trova però sulla pietra angolare:

«Terribilis est locus iste»

All’ingresso della strana chiesa di Rennes le Château il visitatore viene accolto da questa “inquietante” scritta – in realtà significa “Questo luogo incute rispetto” – tratta dall’Antico Testamento (Genesi, 28; 17). È presente in moltissime altre chiese.
In Puglia, a Monte Sant’Angelo, all’ingresso del suggestivo santuario ipogeo di San Michele Arcangelo, c’è una scritta analoga…

Questa iscrizione è tratta dalla Bibbia, dall’episodio del sogno di GiacobbeTerribilis est locus iste! Hic domus Dei est et Porta Coeli» (Genesi 28,17). La cui traduzione ha un che di sinistro: «Quanto èì terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del Cielo». L’iscrizione, pur essendo tratta dalle sacre scritture, lascia perplesso qualunque visitatore si appresti a varcare la linea di confine che introduce nella misteriosa chiesetta. Cosa potrà esserci di tanto terribile in quel luogo?

Avevamo lasciato Saunière nel 1891 che ancora contraeva alcuni debiti per procurarsi il pane quotidiano e lo ritroviamo pochi anni dopo che può liberamente spendere 27.400 franchi oro per i primi lavori nelle sue proprietà.

Ma l’anno successivo, è quello delle spese in grande: squisite libagioni, acquisto di diversi terreni nel villaggio e inizio dei progetti per il suo futuro regno. E’ da questo momento che inizia ad avere a disposizione quantità di denaro praticamente illimitate, e non era il solo…

Molte altre strane vicende si svolgono in quegli anni e di certo sarebbe troppo problematico riassumerle in queste poche pagine.

Mi limiterei – certo di aver acceso nel lettore un inevitabile interesse per questi lontani, ma ancora attuali, “misteri” – ad arrivare brevemente a qualche disavventura del nostro stranissimo curato, all’ancor suo più strano ultimo giorno tra i vivi, a ciò che avvenne dopo la sua scomparsa…

Il processo

Il 3 Dicembre del 1901 è morto Monsignor Billard, il superiore, ma soprattutto l’amico, di Saunière. Billard viene sostituito, nei primi mesi del 1902, da Paul-Félix Beauvain de Beausèjour, uomo di ben altra tempra, come Saunière ha, di lì a poco, la sfortuna di verificare.

Paul-Félix Beauvain de Beausèjour, nuovo vescovo di Carcassonne e accanito indagatore sui misteri di cui Saunière si circondava.

Il nuovo vescovo si attiva subito per toccare con mano quale sia la situazione nella sua Diocesi. In qualche modo deve essergli giunta la voce su quanto di strano sta accadendo a Rennes le Château.

É infatti inammissibile come un parroco abbia iniziato a spendere cifre spropositate e, soprattutto, ingiustificate unicamente per il proprio piacere personale, contrariamente ai dettami della sua religione.

Il vescovo tenta la sua prima mossa proponendo Saunière per una promozione – promoveatur ut amoveatur, suggerivano in questi casi i Romani di duemila anni fa – in una parrocchia molto più grande e importante. Saunière inaspettatamente rifiuta giustificandosi con il sostenere di non potere lasciare una parrocchia dove lo trattengono, testuali parole, i suoi interessi. Se non altro è sincero!

Il vescovo, offeso dal comportamento del parroco lo convoca per potergli parlare di persona, ma Saunière, per nulla intenzionato a seguire gli ordini dei suoi superiori, inizia a presentare falsi certificati medici, redatti dal compiacente medico di Couiza dottor Rocher, lamentandosi di fantomatici problemi di salute.

Il vescovo, stanco di questo tira e molla, nel 1909 decide di prendere la situazione di petto. Nel mese di gennaio Saunière riceve una lettera dal Vicario generale del vescovo di Carcassonne relativa alla sua nomina a parroco di Coustouges, nella regione di Les Corbières, a partire dal primo dicembre dello stesso anno. Come se non bastasse, il 2 luglio 1909 l’abate Marty, di Esperaza, viene nominato parroco di Rennes le Château, dove due giorni dopo si insedierà ufficialmente.

La risposta di Saunière alla decisione del suo superiore non si fa certo attendere.

Forte del suo carattere impulsivo e – crediamo – anche dei suoi appoggi altolocati, invia una lettera al Vescovo, giunta fino ai nostri giorni e più volte pubblicata, in cui fa presenti al prelato le sue intenzioni.

Tra l’altro vi si può leggere:

«Ve lo dichiaro, Monsignore, con tutta la fermezza di un figlio rispettoso: no, Monsignore, io non me ne andrò mai».

Da queste parole accese emerge, ancora una volta, la volontà di Saunière di non allontanarsi da Rennes le Château, dove, evidentemente, ormai c’era qualcosa di più importante da completare al villaggio che non la sua missione di apostolato.

Il 27 maggio del 1910 ha inizio il processo nei confronti di Bèrenger Saunière. Il curato viene convocato per le ore 9 del mattino presso il tribunal de l’officialitè. Adducendo problemi di salute riesce a spostare la data di comparizione al 23 luglio. Quel giorno, non si presenterà in tribunale e verrà condannato in contumacia per traffico di messe, disubbidienza al vescovo, spese esagerate e ingiustificate e viene condannato ad una sospensione a divinis della durata di un mese. 

A partire da questa data, in seguito alla condanna, il curato inizia ad apparire scoraggiato, quasi rassegnato alla propria sorte.

Nello stesso periodo compare sulla scena il canonico Huguet, curato di Espiens della diocesi di Agen, una vera autorità in tema di diritto ecclesiastico, che si impegna a difendere la causa di Saunière, per la sua reintegrazione a Rennes le Château, direttamente a Roma, presso il Vaticano.

Il 15 ottobre del 1910 comincia il nuovo processo che si conclude, meno di un mese dopo, il 5 novembre, con una condanna a dieci giorni di ritiro spirituale. Una pena leggera che riguarda uno solo dei tre capi d’imputazione: il traffico di messe.

Saunière deve inoltre rendere conto al Vescovo, entro un mese, delle spese effettuate e delle donazioni ricevute.

Come se non bastasse, alla fine di ottobre viene citato a comparire in tribunale e, all’inizio di dicembre si consuma l’ultimo atto della vicenda processuale. Bérenger Saunière viene condannato in contumacia ad una sospensione a divinis della durata di tre mesi per dilapidazione di fondi con una sentenza pubblicata anche sulla “Semaine Religieuse”. Da questo momento Saunière è privato delle sue funzioni sacerdotali e non può più celebrare la Messa in pubblico.

É forse l’inizio della fine? Assolutamente no. La popolazione locale insorge. Il parroco ha certamente e sconsideratamente speso quantità di denaro spropositate, ma i concittadini hanno apprezzato l’impegno di Saunière nell’aiutare le famiglie più bisognose e per migliorare la qualità di vita del villaggio.

Gli abitanti iniziano così una sorta di ammutinamento. Nonostante in paese ci sia un nuovo parroco, nessuno la domenica si reca in chiesa per assistere alla Messa.

La popolazione, in blocco, si ritrova nei giardini di Villa Bethania dove Saunière officia la Messa nella sua cappella privata. Trattandosi di proprietà privata, nessuna autorità può dire nulla!

La Basilica di San Pietro a Roma. (foto G. Pavat 2014). Il Vaticano era ( ed è) a conoscenza del Segreto di Bérenger Saunière?

Dopo questa dimostrazione di solidarietà da parte dei concittadini, Saunière trova il coraggio di inviare a Roma, a proprie spese, l’avvocato Huguet per presentare direttamente in Vaticano, presso la Congregazione del Concilio, la domanda di reintegrazione. Quello di tornare nel pieno delle sue funzioni sacerdotali al villaggio è l’obiettivo prioritario dell’ineffabile parroco.

La Grande Guerra non frena il processo. Roma preme per una soluzione salomonica, un compromesso. E ciò, molto probabilmente – e altrettanto stranamente! – avviene.

Le acque sembrano placarsi quando l’abate Marty viene nominato curato a Rivel e a Rennes le Château rimane il suo unico curato, Bérenger Saunière.

É un primo segno verso la totale reintegrazione di Saunière che però non arriverà mai.

Parce sepulto!

Il processo si protrae per lunghi anni prosciugando le sue forze e le sue finanze ma senza minare minimamente i suoi progetti.

Il tempo dei ricevimenti sfarzosi a Villa Bethania e delle spese esagerate sembra ormai tramontato ma, nonostante ciò, il ‘buon’ parroco non rinuncia a pensare in grande. Affiancato dagli ultimi amici rimastigli, la fedele Marie e i collaboratori Elie Bot e Tiburce Caminade, ricomincia a sognare. Progetta di acquistare un’automobile e di asfaltare la strada che porta al villaggio e propone di servire di acqua corrente tutte le case del paese. Oltre a questi desideri per migliorare la qualità di vita dei suoi concittadini non rinuncia alle proprie stranezze come quella di costruire una piscina all’interno del cimitero per poterci battezzare i bambini oppure, quello di recintare il villaggio con dei muraglioni ricreando l’antico chemin de ronde. Ma il progetto più ambizioso e bizzarro rimane quello di costruire una novella Torre di Babele alta quasi settanta metri da cui vuole predicare. Ai primi di gennaio del 1917 Saunière firmava i preventivi per queste opere presentatigli da Elie Bot.

Ma sono davvero gli ultimi sogni…

Il 17 Gennaio mentre si trova nella Torre Magdala, Saunière viene colpito da un ictus cerebrale, anche se notizie precise sulle cause della sua morte non ce ne sono.

Un fatto curioso è tramandato dai testimoni del tempo secondo cui, una settimana prima della propria dipartita Saunière avrebbe invitato Marie ad ordinare una bara per sé!

Saunière abbandona questo mondo il 22 gennaio del 1917.

Bérenger Saunière sul letto di morte. È un freddissimo 22 Gennaio 1917.

L’abate Rivière, di Esperaza, raccoglie l’ultima confessione dell’abate Saunière, una confessione strana poiché, secondo i testimoni del tempo, Rivière abbandona sconvolto il capezzale dello strano parroco negandogli l’estrema unzione!

La tomba di Saunière come venne realizzata nel 1917.
La tomba del misterioso parroco costruita in tempi molto recenti.

I funerali del curato vengono celebrati due giorni dopo, non con gli onori solitamente attribuiti ad un uomo di chiesa, ma secondo un misterioso rituale occitano. Saunière viene adagiato su una poltrona in una delle stanze di Villa Bethania, con indosso una strana veste cosparsa di piccole nappe rosse. Quanti partecipano alla cerimonia sfilano davanti al curato e prendono una delle nappe per ricordo. Quale può essere il segreto significato di questo inconsueto rituale?

Saunière lascia per l’ultima volta la sua casa portandosi letteralmente nella piccola tomba – che ha provveduto a riservarsi nel cimitero di Rennes le Château, annesso alla sua chiesa – il suo Secret.

Un segreto che aveva badato bene a non rivelare, se non a pochi confratelli.

Un segreto di cui però rimangono mute testimoni, ancor oggi, le sue opere.

Ai posteri l’ardua sentenza…

All’apertura del suo testamento un’amara sorpresa attende i curiosi delle vicende del curato. Saunière è morto povero, senza un soldo!

Tutto ciò che ha realizzato e posseduto in vita risulta intestato alla sua fedelissima perpetua Marie Denarnaud: giardini, terreni, Torre MagdalaVilla Bethania per una cifra che si aggira intorno ai 100.000 franchi oro, una piccola fortuna per l’epoca!

Una giovanissima Marie Denarnaud, fedelissima perpetua ed erede dell’enigmatico Abate Saunière.
Marie Denarnaud in età matura.

Da quel giorno Marie inizia a condurre una vita ritirata. Del periodo rimane qualche aneddoto raccontato, a quanto pare, da Marie ad alcuni abitanti del villaggio. Sembra che ella affermasse spesso che:

«[…]Con quello che ha lasciato l’abate potremmo dare da mangiare a tutta Rennes per cento anni e ancora ne resterebbe!», oppure «[…] La gente di Rennes cammina sull’oro e neanche lo sa!».

E, forse, aveva perfettamente ragione…

Alla fine della seconda guerra mondiale l’ormai anziana Marie, impossibilitata a far fronte ai continui furti compiuti nella sua proprietà, decide di vendere l’antico regno dell’abate Saunière.

Si fa subito avanti tale che trasforma la sua nuova proprietà in un ristorante. Marie Denarnaud rimane a vivere con la famiglia Corbu per alcuni anni e, secondo quanto raccontato da Corbu anni dopo, un giorno Marie gli avrebbe fatto la seguente confessione:

« Mio caro Noël, prima di morire ti rivelerò un segreto che ti farà ricco, molto ricco».

La generosa Marie non fa in tempo a rivelare questo segreto visto che raggiunge l’amato parroco Bérenger Saunière, improvvisamente, un giorno del 1953.

Alla sua morte Corbu diviene erede di ciò che resta degli averi della anziana perpetua tra cui qualche documento e alcune carte.

Ed è proprio Noël Corbu a raccontare le vicende dell’abate Saunière e la favolosa storia di un tesoro che attende ancora di trovare il suo padrone.

Noël Corbu, in… abito talare durante i suoi scavi alla ricerca di ciò che né Bérenger Saunière né Marie Denarnaud avevano voluto rivelare.

In quegli anni cominciano a comparire al villaggio ogni sorta di cercatori d’oro che costringono ben presto la municipalità a vietare ogni forma di scavo senza autorizzazione e, al tempo stesso, autorizzare spedizioni ‘ufficiali’ che anziché cercare di dipanare qualche dubbio, ne creano altri, come al momento del rinvenimento nel 1956, negli antichi giardini di Saunière, di tre cadaveri con indosso ancora alcuni brandelli di abiti!

Le brame di ricchezza di Noël Corbu si interrompono bruscamente la sera del 20 Maggio 1968 quando un camion con al volante un guidatore ‘distratto’ non si ferma ad uno stop e travolge la sua auto, uccidendolo sul colpo.

Il villaggio oggi appare molto cambiato alcune delle opere edificate da Saunière, sono in rovina, come la torre di vetro, oppure non esistono più come il giardino in cui sorgeva, come possibile vedere dalle antiche foto giunte fino a noi, una splendida fontana. Villa Bethania è attualmente visitabile, solo per alcune stanze, e vi si trovano i pochi arredi sopravvissuti ai furti degli anni passati. La stessa cosa può dirsi della Torre Magdala, ove l’antica biblioteca è ormai ridotta a pochi armadi contenenti alcuni libri.

La chiesa di Santa Maria Maddalena, divenuta patrimonio dell’umanità tramite l’UNESCO, è perfettamente conservata e visitabile per pochi minuti ogni ora. L’antico presbiterio è diventato un grazioso museo in cui sono raccolti alcuni cimeli e molte curiosità risalenti all’epoca di Saunière.

Orde di curiosi raggiungono ogni anno il villaggio e il mese di Agosto se non si arriva alla mattina presto diventa impossibile riuscire a trovare un posto in cui parcheggiare l’auto, un po’ come accade quotidianamente nelle nostre città.

I turisti compiono una visita veloce sui luoghi del mistero per poi scappare subito via da un villaggio in cui oltre ad una libreria di settore, un negozio di souvenir e ad un ristorante non c’è nulla.

Ma solo osservando con attenzione i particolari dell’interno della chiesa e delle strane costruzioni ideate da Saunière – facendosi poi condurre per mano dall’alone di mistero che nasconde questo luogo – è possibile avvicinarsi al Segreto dell’abate Saunière.

Fino quasi a percepirlo…

A pochi chilometri di distanza da Rennes-le-Chateau c’è un altro luogo dove nel 1956 avvennero ancor più strani eventi, distruzione di una bella chiesa, strane grotte con inquietanti statue. Ma di tutto ciò tratteremo in un prossimo articolo per i lettori de “Il Punto sul Mistero”…

(Roberto Volterri)

Nelle immagini sopra e sotto: Strane grotte con inquietanti statue fatte realizzare da un altro misterioso prete…

Un suggerimento, un invito…

Volete recarvi in uno dei villaggi della Francia sud occidentale che da oltre un secolo fa parlare di se e ha fatto versare i classici fiumi di inchiostro da parte di chi si occupa di “misteri”?

Si? Allora, se siete in auto, attraversate il confine di Stato, e seguendo la direzione di Tolosa, capoluogo della regione del Midi-Pyrénées, sfiorate quasi tutte le città più importanti del sud della Francia. L’uscita autostradale che dovrete tenere d’occhio è quella di «Carcassonne ouest, Mazamet, Limoux». Giunti a questo punto dirigetevi verso Limoux. e poi, seguendo la D 118, prendete la direzione Quillan, e, dopo aver percorso una ventina di chilometri, arrivate a Couiza.

Una volta giunti a Couiza, dopo il ponte sul fiume, una strada, la D52, si inerpica a sinistra, lungo quattro chilometri e mezzo di erta salita e continui tornanti che conducono al villaggio.

Un cartello, posto all’inizio della salita, indica che ci avviciniamo al Domaine de l’Abbé Saunière (Proprietà dell’abate Saunière), personaggio legato indissolubilmente al villaggio, alla sua tradizione e ai suoi misteri.

Siete quasi arrivati a Rennes le Château, villaggio arroccato a 550 m sul livello del mare alle pendici dei Pirenei Orientali, nella contea del Razès, dipartimento dell’Aude, regione del Languedoc-Roussillon, nella Francia meridionale.

Attualmente vi risiedono meno di cento abitanti e spesso si tratta di persone che dopo essersi recate in qualità di turisti o studiosi, vi si sono stabilite definitivamente per godere della pace del luogo… o per continuare le proprie strane ricerche anche nei luoghi della cosiddetta Abbazia di Carol, quasi del tutto distrutta nel 1956 – salvo le due statue che potete vedere nelle due fotografie sopra riportate  – per volere delle autorità ecclesiastiche…


Nelle immagini i due libri del professor Roberto Volterri dedicati ai misteri di Rennes-le-Chateau e all’Abbazia di Carol.

Nel primo di questi due libri si cerca di fornire al lettore tutta una serie di tracce, di indizi, anche prove, sui frequenti e strani rapporti epistolari intrattenuti dall’ineffabile curato con una nobildonna italiana alla quale sollecitava l’invio di “qualcosa”. Di cosa? Di documenti riguardanti genealogie “segrete”? Di danaro? Non lo sappiamo, ma altri indizi, altre prove possono forse celarsi in alcune località italiane in cui appaiono simboli, scritte, “segnacoli” riscontrabili anche a Rennes-le-Château. Ne “ Rennes-le-Château e il mistero dell’Abbazia di Carol” le ricerche si estendono ad una strana località distante pochi chilometri dai luoghi ove “imperò” Berenger Sauniere, località in cui qualcosa di molto strano avvenne nell’autunno del 1956. Libri, questi, che consentiranno di affrontare “sul campo” una ricerca che può presentarsi densa di molte sorprese…

Il professor Roberto Volterri.

Se non altrimenti specificato, tutte le immagini sono state fornite dal professor Roberto Volterri.

Fonte: Il Punto sul Mistero

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