Lun. Lug 13th, 2020

I TAROCCHI DI BIMBASPERDUTA


Intervista a Roberto La Paglia

Chi mi conosce sa che mi percepisco come una strana creatura piena di contraddizioni, ad esempio amo tantissimo le cose antiche e non solo gli oggetti e i libri antichi o vintage, amo proprio le atmosfere del passato, i romanzi storici e fantasy. Amo le atmosfere retrò a tal punto da aver scelto di dedicarmi allo studio, la pratica e l’insegnamento della divinazione vittoriana, ma i servizi da tè in stile Jane Austen non sono le uniche cose che mi emozionano. Allo stesso modo mi emoziono davanti alle nuove tecnologie, come molti di voi ho vissuto in un mondo in cui si usava la cabina telefonica per fare un interurbana e ci si scambiavano gli indirizzi alla fine delle vacanze per scriversi delle lettere. Oggi faccio lezione on-line a gente che vive in Inghilterra o in Cile, comodamente seduta nel salotto di casa mia. Anche se è piuttosto fuori moda sono molto grata alla moderna tecnologia, a internet, gli devo moltissimo, non ultima l’emozione di intervistare uno dei miei autori preferiti, Roberto La Paglia, giornalista, scrittore, divulgatore di temi legati alla cultura esoterica e di forntiera, e, infine anche Youtuber.

robertoLaPaglia

Caro Roberto, ben venuto sul blog, grazie davvero per aver accettato il mio invito, come ho detto nell’ introduzione ti occupi di divulgazione esoterica e alternativa da moltissimi anni, da molto tempo prima che questi temi fossero di moda, tuttavia, in un intervista sul blog SelfBooks hai, detto che la nicchia di lettori di saggi è in costante diminuzione, da cosa dipende, secondo te?

Si tratta di un problema che, purtroppo, non è presente soltanto in Italia e che presenta molteplici aspetti. In primo luogo, osservando il nostro paese, le persone interessate alla lettura sono sempre più in netta diminuzione, complice anche la rete che offre moltissimo materiale gratuito ma non sempre il termine gratis corrisponde alla bontà e alla serietà rispetto agli argomenti trattati. In secondo luogo si nota una volontà sempre più pressante volta ad appiattire la cultura e la conoscenza, riducendo questi due importanti requisiti a mere informazioni spesso prive di contenuti, in pratica si tende a fornire una cultura del tipo “mordi e fuggi”. Ovviamente bisogna anche tener conto delle difficoltà economiche e burocratiche alle quali vanno oggi incontro le case editrici. I costi elevati e il mercato penalizzano la distribuzione dei libri. In uno scenario nel quale si cerca la strada più breve per apprendere il saggio è fortemente penalizzato rispetto al romanzo, mentre la cultura dilagante sempre più priva di valori e la mancanza di curiosità nell’approfondire fanno il resto.

Perché è tanto importante divulgare?

Mi piace pensare che divulgare sia una sorta di missione, una scintilla che ti brucia dentro e che, nonostante tutto, non si spegne mai. Ma non si tratta soltanto di una sensazione personale; divulgare significa intraprendere un percorso che è fatto di incontri, di confronti, di continuo apprendimento, un percorso che ti porta a confrontarti con gli altri e con te stesso, attraverso il quale apprendi l’umiltà nel saper riconoscere e correggere i propri errori così come il piacere della scoperta. Divulgare significa mettersi costantemente in gioco e magari scoprire che l’umanità non è poi così strana come la dipingono; tutti ci muoviamo percorrendo un unico sentiero, a volte ci perdiamo prendendo strade alternative per poi alla fine scoprire che siamo ritornati ancora una volta sul sentiero iniziale.

Che cosa manca al mondo della divulgazione oggi?

libriRobertoLaPaglia

Spesso la divulgazione soffre di tre mancanze fondamentali. La curiosità: il divulgatore dovrebbe essere il primo ad incuriosirsi visto che si tratta della scintilla che, almeno un tempo, alimentava tutte le ricerche. Oggi chi ricerca si accontenta del primo risultato raggiunto, meglio ancora se in linea con la scienza ufficiale, un tempo invece le prime domande erano…e se non fosse così?E se ci fosse un’altra spiegazione?. Questa curiosità ha portato alle grandi scoperte, e non soltanto nel campo della scienza. Seconda mancanza è il rispetto. Chi divulga dovrebbe rispettare la materia alla quale dedica la sua ricerca, il suo tempo, i suoi sacrifici; a volte non è così, si parla di misteri, esoterismo, simbolismo, come fossero oggetti posti in vendita al miglior offerente. Terza mancanza il bisogno di apparire. Oggi la rete è piena di notizie assurde e controverse, la fantasia va a briglia sciolta nel tentativo di soddisfare la richiesta di chi legge. Proprio per questo motivo le materie attinenti al mistero hanno assunto forme del tutto prive di fondamento, ci si inventa di tutto pur di apparire, spesso non conoscendo neanche la storia delle materie trattate. Un esempio per tutti quello dell’Ufologia, diventata una sorta di teatrino con personaggi fantastici, un film di fantascienza nel quale viene aggiunto tutto ciò che possa stupire gli altri e portare magari maggiori like ai propri video o ai propri siti.

Mi ha molto colpito questa tua affermazione, credo anche io che occorra più rispetto per le materie che si affrontano, in che modo, secondo te, i social hanno cambiato il mondo della divulgazione?

Direi in peggio, anche se i social, la rete e la tecnologia in generale sono innovazioni che, come sempre accade, assumono carattere positivo o negativo in base a chi ne fa uso. Le possibilità offerte dalla rete sono infinite e potrebbero davvero dare un inestimabile aiuto alla divulgazione e alla conoscenza, ma se usate soltanto per rimanere a tutti i costi sotto i riflettori generano soltanto confusione e false informazioni che purtroppo assumono la valenza di verità proprio perché si trovano in rete.

A proposito di social, di recente hai aperto un canale Youtube, Frontiere proibite, è un canale molto interessante, che seguo con grande piacere, è ricco di rubriche che spaziano dall’indagine ufologica ai misteri archeologici c’è addirittura una rubrica dedicata al cinema e il mistero ma come è nato questo progetto?

Frontiere Proibite è la naturale evoluzione del mio percorso, un progetto che prima o poi sarebbe comunque partito. Ho iniziato scrivendo poesie per poi passare alla letteratura, il passo successivo mi ha portato a “curiosare” nel mondo dell’occulto e del mistero in generale, una curiosità che mi ha portato infine alla consapevolezza che tutto in fondo è collegato. Così è nata la mia avventura, sempre in bilico tra la mia personale passione e il bisogno di parlarne con gli altri, di confrontarmi. Ho usato l’editoria, quindi le riviste, poi la radio, non mancava che il video, ed ecco quindi Frontiere Proibite, con la sua programmazione settimanale ogni mercoledì, i suoi special e le sue interviste, una nuova esperienza nella quale sto cercando di impegnarmi al massimo e che spero possa essere utile e piacevole.

robertoLapagliaFrontiereProibite

Nei tuoi video dici spesso questa frase: “non esistono misteri, ma solo il mistero”, è una frase che mi ha colpito molto e che ha evocato in me molti pensieri e scenari ma mi piacerebbe che tu ce ne parlassi.

Come ho già detto ho una mia particolare visione dei vari scenari che compongono questo intricato puzzle. La mia visione è quella di una tradizione primordiale dalla quale, nel tempo, con lo scorrere delle civiltà e l’allargarsi degli orizzonti culturali e filosofici, hanno preso forma diverse discipline, a prima vista autonome ma in realtà collegate al loro nucleo primordiale. Tale visione, che tra l’altro non è assolutamente nuova visto che ne parlò ampiamente René Guenon, personaggio al quale mi sento molto legato, rappresenta il filo che unisce tutti i miei libri, ovvero la trattazione di materie a prima vista indipendenti tra loro come la magia, l’esoterismo, l’ufologia, la parapsicologia e così via dicendo, ma in realtà tessere da mettere insieme per avere alla fine la chiara visione del puzzle.

Materie più strettamente esoteriche come divinazione, magia, alchimia, delle quali ti sei occupato in passato nei tuoi saggi, troveranno spazio nel tuo canale?

Sicuramente ci sarà spazio anche per queste materie, in parte nella rubrica Nocturnal dedicata agli approfondimenti, e in parte nelle puntate classiche. Questa scelta deriva dal fatto che Frontiere Proibite nasce come canale divulgativo; seguendo quest’ottica le puntate sono sempre molto fluide, a volte sintetiche, degli input per dare notizie, curiosità, per porre delle domande che in qualche modo portino chi mi segue ad un maggior approfondimento. Questa, in fondo, è l’anima della divulgazione.

Mi piace chiudere sempre l’intervista con l’invito a lasciare un messaggio per i follower che vedranno l’intervista, insomma con cuore aperto cosa ti piacerebbe dire loro?

Direi innanzitutto di seguire i tuoi lavori, non certo perché mi ritrovo nella veste di intervistato ma perché li ho trovati sempre sicuramente validi e interessanti. Aggiungerei, molto più in generale: usate sempre la testa ma non dimenticate mai di usare anche il cuore; penso che questa regola sia valida non soltanto nel caso specifico di chi si occupa di queste materie o di chi ne è semplicemente interessato o incuriosito, questa regola vale per ogni cosa che facciamo nel nostro quotidiano.

Usare la testa mitigando poi con il cuore, usare il cuore ma senza mai dimenticarsi di rimanere con i piedi per terra. Spesso uso una frase: indagare il noto per svelare l’ignoto, lasciatevi quindi pure bruciare dalla scintilla della curiosità ma vagliate sempre con attenzione ciò che leggete, vedete o ascoltate. Il mistero ci circonda da sempre, noi stessi siamo il più grande mistero, ma non sempre tutto è mistero. Siamo tutti piccole scintille apparse in questo mondo e sempre in cerca, volontariamente o meno, delle nostre origini; esistono migliaia di indizi sparsi su questa terra, nel nostro sistema solare, nello spazio infinito e dentro di noi, tante piccole tessere formate da emozioni, sensazioni, intuizioni. Bisogna sforzarsi di porre queste tessere al posto giusto, questo il compito di chi divulga, questo il compito che ad ognuno è stato affidato fin dalla nascita; per farlo serve soltanto usare testa e cuore, rispettare le materie delle quali ci si interessa, perché così facendo si rispetta se stessi e gli altri; questo percorso è l’inizio del cambiamento. Grazie

Grazie a te Roberto, per la tua pazienza, per la tua professionalità e per le cose molto belle e importanti che ci hai comunicato, continuerò a seguire il tuo canale con molto interesse e spero che lo faranno in molti, intanto chiudo la nostra intervista con la mia puntata preferita di Frontiere Proibite.

Fonte: itarocchidibimbasperduta.org/

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