Mar. Nov 12th, 2019

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CASTEL DI MALANOCTEM

Montebello Sul Sangro è un grazioso paesino abruzzese abbarbicato ad un promontorio roccioso di circa 750 metri sul livello del mare, che si affaccia sul lago artificiale di Bomba.

Panorama lago – foto da Abruzzo forte e gentile

Questo ameno angolo d’Abruzzo è costituito da due nuclei ben distinti, la parte vecchia e quella nuova. Esso è stata costruita su due lati di una montagna chiamata “Monte Vecchio”, nella media vallata attraversata dal fiume Sangro ed è immerso in un oceano di verde, costituito da lussureggianti boschi di macchia mediterranea e soffici pascoli erbosi, che in primavera sono come enormi strade che si snodano dolcemente lungo i fianchi del monte. Montebello si specchia sulle morbide acque del lago artificiale di Bomba ottenuto sbarrando le acque del fiume Sangro. Il borgo antico è stato interamente abbandonato nella seconda metà del Novecento in seguito a una frana che rischiò di distruggerlo dalle fondamenta.

Panorama – foto da prolocomontebello.it

Così, dopo le prime avvisaglie, la popolazione fuggì lasciando le loro case in tutta fretta, con tanto di mobili e suppellettili! Fino a pochi anni fa, infatti, si poteva intravedere, attraverso le porte, ormai compromesse dall’usura del tempo, delle magnifiche botteghe inizi novecento, la chiesa di San Giovanni, con ancora i busti e le statue dei santi, il campanile intatto, i portali delle case finemente lavorati etc. Oggi, il tempo e la mano dell’uomo hanno fatto di questo paese una cittadina fantasma, dove gli echi di un passato violento ma affascinante, sembrano non volersi mai spegnere, nonostante le pesanti sabbie del tempo hanno ricoperto il ricordo di memorabili battaglie, affascinati trionfi e straziante sconfitte. Le sue probabili origini risalgono al XII secolo; nel 1300 fu un feudo di Oderisio, appartenete, forse, alla famiglia dei Gran Conti dei Marsi, di cui un nucleo si stabilì nei pressi del fiume Sangro e un altro diede vita al ramo dei “Borello”.

Montebello panorama – foto da prolocomontebello.it

Questa famiglia è meglio conosciuta anche con il nome di “De Sangro” a cui fanno parte oltre a papi, santi e dignitari anche Raimondo di Sangro principe di San Severo. Dopo Oderisio o Oderigi, questo feudo passò nelle mani dei Caldora, successivamente fu signore di queste terre Raimondo Annichino. Era il 1500 quando esso fu donato dal re Federico ai Riccio di Lanciano, per poi passare durante la seconda metà del 1600, nelle mani di Marino Caracciolo principe di San Buono. Nel XVIII secolo i Malvezzi Malvini di Bologna furono i nuovi signori di questo possedimento, ed oggi… è uno dei tanti paesi fantasma che costellano la nostra penisola. La fondazione di Montebello è legata a una cruda leggenda impressa nel suo toponimo, Montebello, cioè “Mons Belli” che significa “Monte della Battaglia”, infatti qui si svolse uno scontro che lasciò un profondo segno nella mente e nel cuore dei suoi abitanti. All’epoca dei fatti questo borgo era, come tutti i borghi medioevali, fortificato e protetto da un castello oggi inaccessibile. Era l’anno del Signore milletrecento e… e l’imponete rocca si ergeva su una roccia a picco proprio sulle ribollenti acque del fiume Sangro, una miriade di torce illuminava a giorno la dimora del potente Oderigi, che si preparava a trascorrere un’altra piacevole serata allietata dai musici, dai giocolieri e naturalmente dai velluti e i gioielli delle dame, dalle sfavillanti armature dei cavalieri di corte.

Panorama – foto da prolocomontebello.it

Le lunghe tavole, preparate nel salone da infinità di servi infaticabili, abbondavano di selvaggina e vino, la serata trascorreva tra risa canti, danze, giochi, politica e affari; in questo clamore generale nessuna percepiva la nera ala della morte addensarsi all’orizzonte. Solo alcune tenebrose figure, che vivevano nei sotterranei della rocca forse alchimisti, maghi o semplici veggenti, avvertivano l’imminente fine. Intanto la vita al castello trascorreva lenta e felice, e i giorni scivolavano via con la stessa calma inesorabile con cui il fiume Sangro scorreva nel suo letto. Nel frattempo quelli che sembravano oscuri presagi cominciavano a diventare tragiche certezze e così la marcia lenta, ma inesorabile dell’esercito di un feroce signore confinante, che ammassava truppe lungo i confini del feudo, fece tornare alla cruda realtà di quei tempi bui e cruenti l’atmosfera rilassata e felice di corte. Il signore del castello, che mai era stato sconfitto prima ed il castello risultava inespugnabile, iniziò preoccuparsi dell’inusuale spiegamento di forze, per questo fece accentuare la sorveglianza del borgo e della rocca si preparò ad affondare l’esercito nemico. L’alba rischiarava il castello quando un’orda di nemici si abbatté sulle sue candide mura, la battaglia fu sanguinosa. Una pioggia di frecce sibilavano nell’aria, un denso fumo e le fiamme avvolgevano il borgo, l’odore del sangue si spandeva nell’aria, resa pesante da denso fumo che si levava ormai anche dalla rocca.

Ruderi – foto da prolocomontebello.it

Non c’era più speranza di salvezza e così il nobile dovette arrendersi alla cruda realtà ed accettare l’ignominiosa resa con la quale egli dovette concedere al nemico, per una notte, tutte le donne del borgo. Le urla, i pianti, i gemiti e il rumore metallico delle armature si spandevano nell’aria di un triste imbrunire, mentre si preparava una notte di terrore per gli sconfitti, che solo il nascere di un nuovo e tragico giorno avrebbe posto fine a tutto, come gli spensierati giorni di un passato ormai lontano. In ricordo di quella tragica e violenta notte questo feudo fu chiamato Castel di Malanoctem, che in seguito i vincitori tramutarono in Buonanotte; infine nella seconda metà del Novecento esso divenne Montebello sul Sangro. Si narra che nelle notti di luna piena si odano dei cavalli al galoppo, rumori metallici di spade, strane urla levarsi dai ruderi anneriti del mastio che sembra illuminato da una luce irreale, proveniente dall’interno della rocca. Un’altra leggenda dice che nella notte del trentuno ottobre si vedano degli incappucciati attraversare le vie deserte di Malanotte, essi portano delle fiaccole accese e si fermano davanti alla chiesa scomparendovi, poi, all’interno.

foto da goticoabbruzzese.it

Queste sono alcune delle tante leggende fiorite intorno a Montebello sul Sangro e ai suoi toponimi, infatti alcune fonti riportano questa battaglia, racconta qui in maniera romanzata, come storicamente avvenuta, in realtà alcuni sostengono che il toponimo Malanoctem o Malanotte derivi dalla corruzione del nome di uno dei tanti feudatari, che si chiamava “Mezzanotte”, non riportati nelle fonti ufficiali. Si dice che su una bellissima casa all’ingresso di Buonanotte vi appare spesso una figura di donna piccolissima recante in mano un arco che vola leggera come una foglia per tutto il paese disabitato sorvegliando il sonno degli ormai scomparsi abitanti di questo meraviglioso borgo!! Si narra che una notte di mezza estate, momento propizio per incontrare esponenti del piccolo popolo, un nobiluomo passeggiava per i boschi che una volta coprivano le terre di questo feudo quando all’improvviso gli parve di vedere una aggraziata figurina librasi in aria più leggera dell’aria stessa!

Scorcio – foto goticoabbruzzese.it

L’uomo stupito ed ammirato da tale visione, dichiarò che quella sarebbe stata una buona notte da qui nacque il toponimo di quel feudo. Si sussurra che questo magnifico borgo fu abbandonato a causa di un sortilegio di una strega che fece tremare, in una notte d’inverno di tanti anni fa, la roccia sulla quale esso si ubica. In uno dei tanti racconti, che sembra aleggiare lungo le stradine deserte ed anguste di questo magnifico paesino abbandonato, si racconta che una notte di bufera, il vento ululava tra gli alberi che ammantavano i fianchi della montagna scoscesa, la pioggia battente bagnava il sentiero fatto di terra rossa, un silenzio cupo, quasi spaventoso avvolgeva il bellissimo borgo situato sulla sommità del colle. All’improvviso un rumore di molti cavalli lanciati ad un galoppo veloce ruppe quell’alone di silenzio che lo avvolgeva; uno rumore metallico di armature e di armi mise in allerta gli abitanti del castello che accesero una miriade di torce per rischiarare le sue possenti mura di pietra grigia.

Particolare interno – foto da goticoabruzzese.it

I cavalieri dalle armature infangate, si fermarono vicino al ponte levatoio ed uno di loro, che pareva il capo e che indossava un’armatura nera come una notte scura e senza luna, attrasse l’attenzione di una sentinella e dopo essersi qualificato come il re, scese da cavallo e si tolse l’elmo rivelando così la sua identità! I signori del castello stupiti da tale nobile ospite, fecero calare il ponte e gli misero a disposizione l’intero maniero. L’uomo soddisfatto per l’accoglienza, lì ringraziò sentitamente per aver dato loro ricetto in quella Malanoctem e da quel giorno in poi il castello venne chiamato Castel di Malanotte!  Si dice che su una bellissima casa all’ingresso di Buonanotte vi appare spesso una figura di donna piccolissima recante in mano un arco che vola leggera come una foglia per tutto il paese disabitato sorvegliando il sonno degli ormai scomparsi abitanti di questo meraviglioso borgo!! Si sussurra che questo magnifico borgo fu abbandonato a causa di un sortilegio di una strega che fece tremare, in una notte d’inverno di tanti anni fa, la roccia sulla quale esso si ubica.

Nicoletta Camilla Travaglini

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