Dom. Ott 20th, 2019

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La siccità del Tigri svela i resti del misterioso Impero di Mitanni

Sulle rive del fiume Tigri, nel Kurdistan iracheno, la siccità ha portato alla luce le rovine di un imponente palazzo risalente all’età del bronzo. E come racconta una ricercadell’Università di Duhok, in Iraq, e dell’Università di Tubinga, potrebbe trattarsi del tassello mancante che aiuterà ricostruire la storia del misterioso Impero di Mitanni, un antico regno di cui sappiamo ancora molto poco, che tra il 1450 e il 1350 a.C., nella tarda Età del Bronzo, occupava il Nord della Mesopotamia.

La secca del Tigri svela le rovine

I primi indizi della presenza del nuovo sito archeologico sono venuti alla luce durante un intenso periodo di siccità che ha colpito la regione nel 2018.

Dalle acque del Tigri sono infatti emerse le antiche rovine del palazzo, nel sito chiamato Kemune, nel bacino idrico della Diga di Mosul. Fiutata la scoperta, gli archeologi iracheni e tedeschi sono accorsi spontaneamente per iniziare una campagna di scavi, con cui mettere in sicurezza i reperti e le strutture liberate dalle acque del Tigri in ritirata, e studiarne l’origine. E per fortuna, il tempo ha dato loro ragione: “La scoperta – rivendica con orgoglio Hasan Ahmed Quasim, dell’Università di Duhok – è una delle più importanti effettuate nella regione negli ultimi decenni”.

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Dalle acque del Tigri sono infatti emerse le antiche rovine del palazzo, nel sito chiamato Kemune, nel bacino idrico della Diga di Mosul. Fiutata la scoperta, gli archeologi iracheni e tedeschi sono accorsi spontaneamente per iniziare una campagna di scavi, con cui mettere in sicurezza i reperti e le strutture liberate dalle acque del Tigri in ritirata, e studiarne l’origine. E per fortuna, il tempo ha dato loro ragione: “La scoperta – rivendica con orgoglio Hasan Ahmed Quasim, dell’Università di Duhok – è una delle più importanti effettuate nella regione negli ultimi decenni”.

L’imponente palazzo sulle sponde del Tigri

Secondo le stime degli esperti, originariamente il palazzo appena scoperto era posto su una terrazza, a circa 20 metri da dove si trovava all’epoca la sponda orientale del fiume Tigri. Gli scavi per ora hanno permesso di portare alla luce le pareti interne del palazzo, alcune alte oltre 2 metri, lastre di mattoni fusi utilizzati probabilmente come pavimentazione, diecitavolette di argilla incise e dipinti murali dalle sfumature rosse e blu particolarmente ben conservati. “Sappiamo che i dipinti erano una caratteristica tipica dei palazzi dell’antico Vicino Oriente, ma raramente siamo riusciti a trovarli con ben conservati”, spiega l’archeologa Ivana Puljiz dell’Università di Tubinga. “Quindi aver portato alla luce dipinti murali a Kemune è una scoperta archeologica davvero sorprendente”.

Il misterioso Impero Mitanni

Ora, gli archeologi sperano che le traduzioni delle incisioni sulle dieci tavolette di argilla appena ritrovate possano aiutarci a capire di più sulla politica, l’economia, gli spostamenti e la storia dell’antico Impero Mitanni. “Questo è uno degli imperi meno studiati dell’antico Vicino Oriente”, conclude Puljiz. “Le informazioni sui palazzi di questo periodo storico sono finora disponibili solamente a Tell Brak in Siria e nelle città di Nuzi e Alalakh, situate alla periferia dell’impero, mentre la capitale dell’Impero Mittani non è ancora stata identificata. La scoperta di un palazzo Mitanni a Kemune è quindi di grande importanza per l’archeologia”.

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